09 maggio 2020 15:04

Questo periodo di isolamento ha spinto molte persone a cercare di migliorarsi. Oltre a fare il pane o a dedicarsi al fitness da appartamento, alcuni hanno scelto di dedicarsi a progetti intellettuali – come per esempio scegliere una nuova lingua da imparare oppure una in cui migliorare il proprio livello.

Sviluppare questa capacità richiede un’interazione con le altre persone e non sembrerebbe prestarsi molto a essere acquisita in solitudine da casa, ma imparare una lingua in isolamento è molto più facile di un tempo. Un’estate di molti anni fa, visto che passavo molte ore in auto da solo per andare al lavoro, ho imparato il francese con l’aiuto di un vecchissimo corso sviluppato per formare i diplomatici americani.

Non solo i testi erano estremamente basici e le cassette decisamente poco tecnologiche, ma si dedicava molto poco spazio alle spiegazioni teoriche e gli esercizi sembravano eccessivamente ripetitivi: “Mon frère va bien. Mon père va bien. Mon fils va bien. Mon ami va bien”, mormorava la cassetta, lasciando delle pause per le ripetizioni – “Mio fratello sta bene, mio padre sta bene…”.

Come allenarsi
Eppure, c’era una metodologia dietro queste noiose ripetizioni: era un modo di imprimere nella memoria lo scheletro della frase, con delle minuscole variazioni di volta in volta. “Mon X va bien”.

Nella frase successiva veniva alterata un’altra parola, poi c’era una nuova lista di sei ripetizioni in cui venivano invece usati nomi femminili. “Ma Z va bien”. Senza tante spiegazioni, si forniva subito una rappresentazione delle differenze tra maschile e femminile. Era lento, non particolarmente divertente, ma funzionava veramente (molti di questi corsi adesso sono disponibili online sul sito Fsi language courses).

Quel metodo primitivo ormai è stato sostituito da sofisticatissimi programmi che promettono facili progressi. Ma, alla fin fine, il linguaggio è un’abilità più che una serie di conoscenze e quindi si può imparare una lingua molto di più praticandola che studiandola. Se vogliamo porla in altra maniera, imparare una lingua con un’app equivale più o meno a usarne una per allenarsi. Ovviamente l’app può darti delle indicazioni ma il lavoro lo devi fare tu.

La cosa migliore di queste app è che sono in grado di farti staccare dallo schermo e farti parlare

Duolingo è un’applicazione freemium molto popolare (freemium è una strategia di marketing che consiste nell’offrire gratuitamente una versione di base di un prodotto ed eventualmente nel proporre versioni più avanzate, a pagamento) è strutturata su minilezioni ed esercizi fatti un po’ come giochi.

Babbel, un servizio a sottoscrizione dai prezzi molto competitivi, offre lezioni lievemente più strutturate e materiale molto utile per la vita reale.

Busuu, un altro servizio a pagamento, usa invece di più il lavoro in rete con altri utenti.

La cosa migliore di queste app è che sono in grado di farti staccare dallo schermo e farti invece parlare. Impara una piccola lezione e poi prova ad allontanarti dalla famiglia o dai tuoi compagni di stanza per formare frasi con i tuoi pensieri riguardo la tua giornata e la tua vita: “J’aime le beurre. J’aime le pain. J’aime mon mari. Je n’aime pas le lockdown…”. Meglio ripetere la stessa formula fino allo sfinimento piuttosto che passare a un’altra troppo presto.

I dizionari, la lettura e la scrittura
Ovviamente all’inizio il tuo vocabolario sarà piuttosto scarno, quindi non farti problemi se nel tuo farfugliamento inserirai qualche parola nella tua lingua, ma cercane la traduzione appena puoi (se hai uno smart speaker, la funzione “Come si dice… in spagnolo?” funziona piuttosto bene). Fatti una lista di parole utili sul tuo telefono, magari in un’app che immagazzini le parole in flash card. C’è un altro paio di trucchetti che potrebbero aiutarti a imparare più cose di queste app. I dizionari basati sulla frequenza hanno migliaia di termini ordinati non secondo l’ordine alfabetico, ma in base a quanto spesso questi sono usati. Questo tipo di dizionario ti dà quindi una lista di parole fondamentali e utilissime per strutturare una frase. Per migliorare il tuo vocabolario Memrise è un’altra applicazione che si basa sulla ripetizione per fare immagazzinare nella memoria le parole. Quelle nuove sono prima ripetute insistentemente finché non si fissano in memoria, poi riprese di tanto in tanto per ripassarle.

Non appena sei in grado di mettere assieme qualche frase puoi approfittare di un lato positivo dello studio in quarantena: molti insegnanti di lingua sono a casa come te, alla distanza di una semplice videochiamata.

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Infine ci sono la lettura e la scrittura. Tenere un diario è un modo di sforzarti di scrivere in maniera chiara frasi un po’ più complicate su cui stavi riflettendo, costringendoti ad affrontare i termini che ancora devi imparare bene.

Per quanto riguarda la lettura, i romanzi a fumetti sono ottimi per ottenere uno stile di conversazione molto realistico; per evitare di scrivere frasi senza senso, cerca su Wikipedia degli articoli su un argomento che conosci bene, ma nella lingua che stai imparando. Riuscire a indovinare il significato di parole sconosciute dal contesto ti darà la piacevolissima sensazione di stare facendo progressi. Le estensioni dei browser possono renderti la ricerca di un termine facilissima, per esempio con Google Translate basta un doppio click, se si abilita questa estensione su Chrome.

È impossibile imparare una lingua senza dedicarvi tempo e impegno. Quello che la tecnologia fa per noi è rendere quello sforzo produttivo in tempi più brevi. Ricorda il tuo obiettivo: riuscire a interagire con dei madrelingua in carne e ossa. Anche perché prima o poi tornerai di nuovo là fuori, nel mondo.

(Traduzione di Mariachiara Benini)

Questo articolo è uscito sul settimanale britannico The Economist.