Qabatya, in Cisgiordania, aprile 2016.

La confusione delle statistiche

Qabatya, in Cisgiordania, aprile 2016.
27 novembre 2017 16:30

Tra il fiume Giordano e il Mediterraneo vivono 5.102.809 bambini e ragazzi di meno di 18 anni. I due istituti di statistica attivi nella zona, quello palestinese e quello israeliano, hanno pubblicato i loro dati in occasione della giornata internazionale dell’infanzia.

Secondo l’istituto palestinese, 2.250.809 minorenni palestinesi (il 45,6 per cento della popolazione) vivono in un’area che rappresenta il 22 per cento dell’intero territorio. Nella Striscia di Gaza (circa il 6 per cento di questa porzione di territorio) il 49,3 per cento della popolazione ha meno di 18 anni. Nel restante 94 per cento, la Cisgiordania, i minorenni sono il 43 per cento. L’istituto di statistica israeliano analizza il 98,6 per cento del territorio (escludendo solo la Striscia di Gaza), ma non conta i palestinesi che vivono in Cisgiordania. In totale, tra la popolazione israeliana ci sono 2.852.000 minorenni, e non sappiamo quanti vivono in Cisgiordania, figli della quinta colonna del razzismo e della propaganda di guerra. L’istituto preferisce calcolare le percentuali su base etnica: 2.042.000 minorenni ebrei (il 32 per cento del totale) e 722.000 minorenni arabi israeliani (il 40 per cento del totale).

Ci sono alcune sovrapposizioni, perché sia i dati palestinesi sia quelli israeliani comprendono i minorenni di Gerusalemme Est. L’istituto israeliano conteggia anche le poche migliaia di minorenni che non sono né israeliani né arabi. Piuttosto confuso, vero? La confusione è una delle basi dell’apartheid.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

Questa rubrica è stata pubblicata il 24 novembre 2017 a pagina 24 di Internazionale. Compra questo numero | Abbonati

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