Il presidente francese Emmanuel Macron a Le Bourget, a nord di Parigi, giugno 2017.

Macron tenta una mediazione tra sauditi e iraniani

Il presidente francese Emmanuel Macron a Le Bourget, a nord di Parigi, giugno 2017.
10 novembre 2017 11:52

Non farlo sarebbe stato un errore. L’aumento della tensione tra l’Arabia Saudita e l’Iran ha spinto Emmanuel Macron, che il 9 novembre era in visita negli Emirati Arabi Uniti, ad aggiungere una tappa al suo viaggio e incontrare a sorpresa il principe ereditario saudita. A Riyadh, il presidente francese ha comunicato due concetti al suo interlocutore.

Il primo concetto è che la Francia non ha “alcuna ingenuità” nei confronti dell’Iran, ma bisogna comunque evitare “qualsiasi estremismo”. Macron ha ammesso che, al pari dei sauditi, anche i francesi sono preoccupati dallo sviluppo del programma balistico di Teheran, e ritengono che il missile partito sabato dallo Yemen e intercettato dai sauditi sui cieli di Riyadh fosse “chiaramente iraniano”. Come i sauditi, anche i francesi sono preoccupati “dell’egemonia iraniana o dei tentativi egemonici iraniani” nella regione, tuttavia hanno alcune preoccupazioni.

Non seguire Trump
Non vogliono andare dietro a Donald Trump nella sua decisione di rinnegare il compromesso nucleare approvato con l’Iran, perché in questo modo non si fermerebbero il programma balistico della Repubblica islamica né la sua proiezione in tutto il Medio Oriente.

Al contrario, prendere una decisione simile non farebbe che riportare il mondo e la regione alla situazione precedente, in cui l’alternativa era rassegnarsi al fatto che l’Iran costruisse la bomba o lanciarsi nell’avventura di un bombardamento delle strutture nucleari iraniane, scatenando il contrattacco di Teheran.

Per la Francia non è possibile lasciar sprofondare il Libano in una nuova guerra civile

Inoltre bisogna evitare, ha aggiunto Macron, di forzare un conflitto diretto con l’Iran ricorrendo troppo rapidamente alle armi, come il principe ereditario sembra tentato di fare. Secondo il presidente francese sarebbe meglio “inquadrare” l’attivismo regionale dell’Iran e spingere Teheran verso un negoziato sul suo programma balistico minacciando nuove sanzioni economiche.

Il secondo argomento di cui Macron ha parlato con Mohammed bin Salman è il Libano, dove il primo ministro sunnita Saad Hariri si è dimesso il 4 novembre su invito del principe ereditario. A Beirut è scoppiata una nuova crisi. I sauditi vogliono sfidare gli iraniani in Libano e cercano di isolare Hezbollah, organizzazione sostenuta da Teheran e le cui truppe migliori sono attualmente impegnate in Siria.

Il ragionamento dei sauditi è chiaro, ma per la Francia non è possibile lasciar sprofondare il Libano in una nuova guerra civile in nome dei rapporti di forza regionali. Macron ha proposto a Riyadh un approccio globale alla questione iraniana, con la convinzione che l’attività di Trump assegni più che mai alla Francia il ruolo di “costruttore di pace”.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

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