Teheran, Iran, gennaio 2016.

L’accordo con Teheran sul nucleare va salvato a tutti i costi

Teheran, Iran, gennaio 2016.
19 febbraio 2018 11:57

Agli occhi di Donald Trump è il peggior accordo mai firmato dagli Stati Uniti. Il presidente statunitense vorrebbe cancellare o quantomeno modificare l’intesa sul nucleare con Teheran, e per questo ha proposto un patto agli europei.

Secondo Trump l’Europa può scegliere se schierarsi al suo fianco per ottenere che l’Iran metta fine allo sviluppo di missili a lunga gittata o in alternativa rassegnarsi all’idea che da marzo gli Stati Uniti escano dall’accordo.

Reso pubblico il 18 febbraio dall’agenzia Reuters, il documento inviato da Trump metterà in grande imbarazzo i destinatari – francesi, britannici e tedeschi – convinti come lui che i missili iraniani alimentino la destabilizzazione del Medio Oriente ma per nulla desiderosi di rimettere in discussione il compromesso sul nucleare costato anni di lavoro.

La vecchia prospettiva
Se l’accordo fosse cancellato, ritorneremmo all’alternativa da cui ci aveva permesso di allontanarci: bombardare le strutture nucleari iraniane o accettare l’idea che Teheran costruisca la bomba atomica, con la Turchia e l’Arabia Saudita pronte a seguire l’esempio. A quel punto la polveriera mediorientale conterebbe ben quattro potenze nucleari.

Sarebbe pura follia, perché significherebbe dover scegliere tra una pericolosissima avventura militare e l’abbandono definitivo della non proliferazione nucleare. Dobbiamo fare tutto il possibile per salvare l’accordo con Teheran, ma resta il fatto che, a prescindere dal compromesso, l’influenza politico-militare dell’Iran fino alle frontiere di Israele e dell’Arabia Saudita destabilizza la regione mediorientale, al punto che i paesi sunniti, con Riyadh in testa, oggi si sono riavvicinati a Israele.

Washington, Riyadh e Israele formano un fronte comune contro Teheran. La tensione sta salendo rapidamente tra israeliani e iraniani, tanto che il 18 febbraio Benjamin Netanyahu ha minacciato Teheran di rappresaglie dirette se ci sarà un aumento della pressione alle frontiere israeliane con Libano e Siria.

L’internazionalizzazione del conflitto siriano è sempre più reale, e ora gli europei rischiano, con le spalle al muro, di dover scegliere fra tre opzioni complicate.

La prima è quella di cercare di ottenere da Teheran concessioni sul programma missilistico, come la Francia chiede ormai da settimane. La seconda è quella di rompere con gli Stati Uniti rispettando, a prescindere dai missili, l’accordo sul nucleare. La terza, infine, è quella di schierarsi dalla parte degli americani, dei sunniti e di Israele sposando l’idea che non si può permettere agli iraniani di fare quello che vogliono in Medio Oriente.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

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