Il presidente francese Emmanuel Macron, al centro, in una foto di gruppo con gli altri leader e delegati che hanno partecipato all’Ocse a Parigi, 30 maggio 2018.

Il discorso di Macron riporta al centro temi di sinistra

Il presidente francese Emmanuel Macron, al centro, in una foto di gruppo con gli altri leader e delegati che hanno partecipato all’Ocse a Parigi, 30 maggio 2018.
31 maggio 2018 11:56

Il discorso pronunciato il 30 maggio da Emmanuel Macron davanti all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), che riunisce 35 tra i paesi più sviluppati, è stato carico di preoccupazione per lo stato del mondo e chiaramente spostato a sinistra nella sua difesa della concertazione, nella denuncia delle ingiustizie attuali e nella volontà di regolamentare l’economia di oggi, ovvero la globalizzazione.

Il discorso di Macron è condivisibile perché, come ha sottolineato il presidente, “ci attendono tempi turbolenti” e perché la globalizzazione ha sì provocato una riduzione spettacolare della miseria nel mondo, ma anche uno stravolgimento della ripartizione internazionale del lavoro e un’esplosione della disuguaglianza. Di conseguenza il consenso sociale si sta sgretolando e si sta rimettendo in discussione il multilateralismo che ha governato il mondo dopo la sconfitta nazista, nato intorno alla volontà di preservare la pace negoziando compromessi internazionali anziché imporre la legge del più forte.

Due mondi diversi
Le parole di Macron sono tanto più significative se teniamo conto che seguono la bocciatura totale, da parte del segretario americano al commercio, delle “parole infinite” del multilateralismo a cui, a suo dire, sarebbero preferibili le azioni bilaterali.

All’Ocse abbiamo visto da una parte il trumpismo e dall’altra Macron e la Francia dall’altra; da una parte il nazionalismo e dall’altra la concertazione internazionale; da una parte una destra degli anni trenta e dall’altra una fedeltà agli ideali della sinistra che sono stati dominanti fin dai tempi della liberazione.

A portare avanti la sua visione dev’essere un’Unione europea forte e capace di sfidare l’unilateralismo di Trump

In Francia Emmanuel Macron è considerato come un politico “di destra e di sinistra”, ma sulla scena internazionale, davanti a Donald Trump e ai nazionalismi che un po’ ovunque hanno il vento in poppa, incarna la sinistra, l’alternativa a Donald Trump, anche se con il suo classico stile frutto di convinzioni e abilità.

Così come difende il compromesso sul nucleare approvato con l’Iran pur ammettendo che dovrebbe essere completato con ulteriori accordi, Macron ha difeso il multilateralismo proponendo però di rivedere e completare le regole attuali del commercio internazionale, ormai superate. Anche in questo caso è facile essere d’accordo con la sua analisi e le sue proposte. Ma chi potrebbe realizzare l’idea di Emmanuel Macron?

È evidente che il presidente pensa che a portare avanti la sua visione dev’essere un’Unione europea forte e capace di sfidare l’unilateralismo di Trump. Con un’Unione di questo tipo niente sarebbe impossibile. Sfortunatamente, però, malgrado Trump, oggi l’Unione tende sempre di più a sfaldarsi e sempre meno ad affermarsi.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

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