Emmanuel Macron e Angela Merkel durante il G7 a La Malbaie, in Canada, l’8 giugno 2018.

Francia e Germania cercano una nuova intesa per l’Europa

Emmanuel Macron e Angela Merkel durante il G7 a La Malbaie, in Canada, l’8 giugno 2018.
18 giugno 2018 11:11

Martedì 19 giugno si ritroveranno faccia a faccia per quattro ore. Prima che i loro governi si incontrino, nei pressi di Berlino, per un consiglio dei ministri franco-tedesco, Emmanuel Macron e Angela Merkel discuteranno sulle proposte che le rispettive squadre hanno elaborato fino a domenica sera.

Da un lato c’è l’audacia francese, un desiderio di affermare un’Europa politica attraverso il rafforzamento dei legami tra i 19 paesi dell’eurozona. Dall’altro c’è la prudenza della cancelliera tedesca, che vuole evitare una mutualizzazione dei debiti nazionali.

Merkel è tanto più attenta a questo rischio perché stretta tra la sinistra della sua coalizione, formata dai socialdemocratici che spingono per l’accettazione delle proposte francesi, e la destra della Csu, l’ala bavarese del suo partito che vuole inasprire la politica migratoria della Germania e imporre a tutti i paesi dell’Unione il risanamento dei conti pubblici prima di qualsiasi investimento comune.

Quella che Macron incontrerà martedì è una cancelliera indebolita, ma nonostante le difficoltà della Germania i due leader sono mossi da una volontà condivisa di creare un fronte comune che possa spingere il resto dei 27 verso un’unità maggiore che appare sempre più necessaria in un contesto segnato dal caos mediorientale e dall’affermazione di Trump e Putin.

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Emmanuel Macron e Angela Merkel dovranno fissare l’asticella, stabilendo quanto denaro andrà investito (e soprattutto con quale ritmo) negli ambiti delineati dai loro collaboratori. A questo punto il problema non è tanto capire se l’eurozona si doterà o meno di un bilancio proprio che le permetta di fare investimenti in comune e di sostenere i paesi più fragili, ma concordare un budget iniziale. Sappiamo già che stiamo andando verso una garanzia comune dei depositi bancari, dobbiamo solo capire fino a che punto e per quanto tempo. “Allegro” francese o “ma non troppo” tedesco, le cose stanno evidentemente cambiando nell’Unione, perché l’eurozona serrerà i ranghi e al contempo verranno fatti nuovi passi verso l’Europa della difesa.

A questo punto non è impossibile che Parigi e Berlino aprano la strada verso una convergenza sull’immigrazione. Le estreme destre europee criticano all’unisono l’afflusso dei migranti. L’assenza di una soluzione europea costringe l’Italia ad addossarsi tutto il carico migratorio. Diversamente dall’Austria, dall’Ungheria e dalla Csu tedesca, l’Italia ha bisogno di un accordo tra l’Unione e i paesi di transito e di un reale controllo comune delle frontiere europee, esattamente ciò che propongono Parigi e Berlino. Per Angela Merkel ed Emmanuel Macron le quattro ore di conversazione in programma per martedì avranno un peso decisivo.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

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