Istinto animale

18 novembre 2019 17:16

Sono una donna di 34 anni e non ho alcun istinto materno (i pancioni mi terrorizzano). In compenso amo smisuratamente i cani. Sono una brutta persona? –Maddalena

Ognuno ha i suoi istinti e le sue preferenze, e, in quanto uomo con un forte istinto paterno e terrorizzato dai cani, non ci trovo nulla di strano. Noto però che dici “in compenso”, come se il desiderio di un figlio e l’amore per gli animali fossero collegati. In effetti, c’è una tendenza di alcuni padroni di animali a sentirsi genitori, dimenticando che si tratta di due ruoli profondamente diversi.

“Il tuo animale un genitore ce l’aveva, e non era un essere umano”, scriveva qualche anno fa M.A. Wallace in un articolo su The Cut che fece molto discutere. “Quel genitore era un altro animale che, se ne avesse avuto la possibilità, avrebbe insegnato al tuo animale tutto quello che doveva saper fare in quanto animale: procurarsi il cibo, trovare riparo ed evitare di essere ucciso. Quello che gli insegni tu, invece, è come relazionarsi con gli umani, per esempio evitare di masticare le scarpe, di accoppiarsi con un polpaccio o di bagnare il tappeto. Questo è il paradosso di avere un animale domestico: li amiamo perché non sono umani, ma poi passiamo la vita a trattarli come persone. In fondo non vogliamo che siano animali, selvatici, liberi e imprevedibili. Vogliamo che siano simili a noi, solo più statici e prevedibili. In modo da poterli controllare”. Non volere figli e amare smisuratamente i cani non fa assolutamente di te una brutta persona. L’importante è avere ben chiaro che una cosa non è alternativa all’altra.

Questo articolo è uscito sul numero 1333 di Internazionale. Compra questo numero|Abbonati

Sostieni il giornalismo indipendente
Se ti piace il sito di Internazionale, aiutaci a tenerlo libero e accessibile a tutti con un contributo, anche piccolo.
pubblicità

Articolo successivo

Lavaggio delicato
Claudio Rossi Marcelli
Sostieni il giornalismo indipendente
Se ti piace il sito di Internazionale, aiutaci a tenerlo libero e accessibile a tutti con un contributo, anche piccolo.