Differenza

31 gennaio 2019 14:43

Alexandria Ocasio-Cortez è diventata la più giovane deputata del congresso statunitense solo tre settimane fa, ma è già riuscita a far riprendere ai democratici il controllo del dibattito pubblico, spostandolo a sinistra.

Ventinove anni, nata e cresciuta nel Bronx, dove fino all’anno scorso lavorava come cameriera in un bar, Ocasio-Cortez è figlia di genitori di origini portoricane (il padre era architetto, la madre ha lavorato come donna delle pulizie). È una militante dei Dsa, i Democratic socialists of America, l’organizzazione di sinistra vicina al Partito democratico che ha sostenuto Bernie Sanders. Su Twitter, in tv, in piazza, Ocasio-Cortez dice cose molto semplici che stanno spiazzando tutti – compresi tanti democratici – per la loro apparente radicalità.

Sulle tasse, per esempio, ha proposto un’aliquota marginale del 70 per cento per chi guadagna più di dieci milioni di dollari (oggi negli Stati Uniti l’aliquota massima è del 37 per cento). Che non significa far pagare il 70 per cento di tasse a chi è più ricco, ma una cosa ben diversa. Vuol dire che se una persona guadagna dieci milioni di dollari all’anno, ogni dollaro in più viene tassato del 70 per cento, mentre per i primi dieci milioni le aliquote restano più basse. Gli statunitensi approvano questa proposta: il 59 per cento degli intervistati, tra cui il 45 per cento dei repubblicani, è d’accordo.

Sul New York Times, l’economista Paul Krugman spiega perché è un’idea sensata: “Lascia mille dollari a una famiglia con un reddito di 20mila dollari all’anno, e farai una grande differenza per le loro vite. Lasciali a un tizio che già guadagna un milione di dollari, e neppure se ne accorgerà”. C’è anche da notare che negli Stati Uniti tra gli anni trenta e settanta l’aliquota massima era in media proprio del 70 per cento, con punte del 95 in periodi di crescita economica. Ocasio-Cortez la settimana scorsa ha parlato di tasse. Ma la sua agenda è fitta, e questo sembra solo l’inizio.


Questo articolo è uscito numero 1292 di Internazionale. Compra questo numero|Abbonati

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Claudia Grisanti
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