10 febbraio 2021 14:03

Massimo Bontempelli
Gente nel tempo
Utopia, 186 pagine, 16 euro

Grazie a un benemerito piccolo editore, torna Bontempelli, protagonista della storia delle avanguardie, capofila della nostra “avventura novecentesca” (Paola Masino sua compagna ha scritto con Nascita e morte della massaia l’unico gran romanzo femminile di quelle scuole). Ora aspettiamo che di Bontempelli si possa rileggere un bellissimo romanzo fantastico, Il figlio di due madri.

Teorico del “realismo magico”, con Gente nel tempo narrò nel 1937 gli esiti di una profezia detta agli eredi in punto di morte dalla Gran Vecchia della famiglia Medici (il 26 agosto 1900): moriranno a cinque anni esatti l’uno dall’altro, nello stesso giorno e mese (e il romanzo esplora le reazioni delle figlie, Dirce e Nora). Non invecchieranno. Dice un curioso abate loro amico: “Tutto è regola, nella vita e nella morte”, e l’azione si sposta ogni tanto da una provincia del centro Italia a Milano, a Venezia.

È il mistero del tempo, in definitiva la condanna dei destini, angosciosa quanto scontata, e ironica, che Bontempelli esplorava, incurante del realismo e, più tardi, del neorealismo. Maestro segreto di molti (con i suoi Miracoli, anche del giovane Calvino?) può essere un’alternativa al povero realismo dei romanzi di oggi? Forse sì, forse no, avrebbe detto il non amato D’Annunzio. Il suo amato invece Pirandello avrebbe detto di sì.

Questo articolo è uscito sul numero 1395 di Internazionale. Compra questo numero | Abbonati