14 luglio 2020 17:10

Gentile bibliopatologo,
l’amore tra mio marito e me – nato tra i libri, di libri nutritosi per quasi vent’anni – è finito. Tuttavia, con due ragazzine da crescere (già forti lettrici anche loro) e una casa-biblioteca ristrutturata insieme, finora continuare a coabitare ci è parsa la soluzione più semplice. E oggi, finalmente, ho spostato alcuni miei romanzi perché avessero lo spazio che meritano, in mezzo a migliaia di saggi e di volumi non miei. Basteranno, questi piccoli aggiustamenti biblioteconomici, a salvare il salvabile?

– Alessandra

Gentile bibliopatologo,
amo i libri e vorrei che tutti i miei cari li amassero come li amo io. Il marito non li ama alla follia, ma ne è incuriosito. Per far sì che la scintilla si accenda anche in lui, con fare disinvolto gli propongo letture selezionate, lo scruto speranzosa quando affronta il tomo, lo stimolo con domande discrete, ma puntuali. Se però “quel meraviglioso capolavoro” non lo smuove, io soffro. Che cura consiglia?

– Miriana

Monna Alessandra e Monna Miriana,
la mia omonimia con Cavalcanti purtroppo non mi dà titolo a ragionar d’amore, e l’unico Lapo che conosco può tutt’al più guairne o abbaiarne, trattandosi di un vecchio beagle bighellone che va a zonzo nel mio quartiere; anzi, sospetto che lui e il mio cagnolino, quando s’incrociano, dopo le annusate di rito ragionino appunto d’amore, ma non saprei tradurre i loro versi canini in endecasillabi.

Certo che fate un bel chiasmo medievale, voi due: la casa-biblioteca di Alessandra come ultima fortificazione non ancora espugnata dagli assedi che, a ondate successive, scandiscono la capitolazione di un amore; le pozioni di carta e inchiostro della maga Miriana somministrate con discrezione perché il marito si scopra innamorato, oltre che di lei, dei meravigliosi capolavori che lei ama. Ascoltate allora il vostro mago Merlino.

Nel regno di mezzo
Galeotti o meno, tutti i libri sono oggetti magici. Il luogo che abitano è infatti quel regno di mezzo, né reale né immaginario, né mentale né materiale, né interiore né esteriore, sotto la cui giurisdizione fino al rinascimento cadevano l’amore e la magia. Questo implica che ogni operazione compiuta con i libri, sui libri e per mezzo dei libri – mescolarli, separarli, suggerirli, prestarli, regalarli, bruciarli, perfino leggerli – è un’operazione magica.

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Alessandra, attenta! Cambiare l’ordine dei libri in una biblioteca è come permutare l’ordine delle lettere della Torah, una cabala da cui possono discendere le conseguenze più imprevedibili e nefaste, e se un Golem di notte viene a bussare alla tua porta poi non venire a lamentarti con me.

E tu Miriana, apprendista stregona, non pasticciare troppo alla leggera con gli incantesimi: il tomo che metti sotto il naso di tuo marito ti si può ritorcere contro, e avvelenarti con il risentimento della donna incompresa.

Ora però se permettete faccio io pure un bell’incantesimo alla Harry Potter – evanesco! – e scompaio per prendermi qualche settimana di vacanza.

Il bibliopatologo risponde è una rubrica di posta sulle perversioni culturali. Se volete sottoporre i vostri casi, scrivete a g.vitiello@internazionale.it.