Lee Marshall

Lee Marshall è un giornalista britannico che si occupa di viaggi e cinema. Collabora con Condé Nast Traveller, Screen International e altre testate. In Italia dal 1984, vive a Città della Pieve, in provincia di Perugia. Scrive questo blog per Internazionale.

Lee Marshall
Cannes, settant’anni portati bene

Un’edizione fra tradizione e novità: la presenza di grandi autori, la polemica sui film prodotti da Netflix e la grande incognita del film di Iñárritu. Leggi

Il padre d’Italia ha una storia da raccontare

No, non è né Mazzini né Cavour né Garibaldi: l’uomo evocato nel titolo del nuovo film di Fabio Mollo, regista di Il sud è niente, è un inquieto ragazzo gay che assume la paternità di una neonata di nome Italia. Il gioco di parole svela l’ambizione del film, che non è solo quella di narrare una storia personale, ma di inserirsi in un dibattito nazionale. Leggi

pubblicità
Quattro film che si salvano alla Berlinale

Il concorso della sessantasettesima edizione del Festival di Berlino è stato uno dei più deboli degli ultimi dieci anni. Ecco quattro eccezioni alla mediocrità, a partire da due documentari che rispolverano e ricollocano nel presente due iconoclasti culturali del dopoguerra. Leggi

Smetto quando voglio diverte soprattutto il pubblico maschile

Nel primo minuto di questa commedia incentrata su una banda di desperados intellettuali viene nominato il giornale che state leggendo. A citarlo è Pietro Zinni (Edoardo Leo), un ex ricercatore universitario, in carcere perché la sua nuova carriera, insieme a una banda di altri brillanti emarginati accademici – confezione e spaccio di una droga sintetica molto efficace –, è finita male. Leggi

T2 Trainspotting è un viaggio impossibile alla ricerca del tempo perduto

Il sequel di Trainspotting racconta con qualche tocco postmoderno la crisi di mezza età degli uomini di oggi. Alimenta la nostalgia, ma gli mancano la rabbia, il disprezzo e la vitalità del primo film. Leggi

pubblicità
La Berlinale si apre con un Django, gadjo e adagio

Nel gelo di Potsdamer Platz, il film di Étienne Comar dedicato a Django Reinhardt che ha inaugurato la sessantasettesima edizione del festival di Berlino non è riuscito a riscaldare i cuori, nonostante la caldissima musica del chitarrista gitano. Leggi

Diario di guerra di un americano a Napoli

Il libro di Norman Lewis, Napoli ’44, è un capolavoro del genere letterario del diario di guerra. L’italofono Lewis, giovane ufficiale arrivato a Napoli nel settembre del 1943, aveva il compito di curare i rapporti con la popolazione locale e racconta, con un misto di rabbia e compassione, il calvario di una città già povera messa in ginocchio dalla guerra. Francesco Patierno ne ha fatto un documentario. Leggi

Piuma è un film immaturo come i suoi protagonisti

A Piuma non ha giovato la presentazione in concorso a Venezia e neanche il titolo, che invita i critici più sarcastici a facili battute sulla leggerezza di questa commedia generazionale. Il terzo lungometraggio di Roan Johnson è una copia tardiva di Juno, con lo stesso tema: due liceali che vivono la gravidanza di lei non come disastro ma come fatto compiuto e sfida. Leggi

A Venezia i vecchi maestri deludono

In una selezione forse non memorabile, i talenti “emergenti” del cinema d’autore dimostrano di avere molte più cose da dire di vecchi maestri in evidente affanno. E così Pablo Larraín e François Ozon surclassano Wim Wenders ed Emir Kusturica. Leggi

Si apre il sipario sulla Mostra del cinema di Venezia

La 73ª edizione del festival veneziano si apre con La La Land il musical di Damien Chazelle che è una lettera d’amore al mondo analogico. Ma fin qui la sorpresa più grande è che non c’è più l’enorme buco accanto al Casinò. Leggi

pubblicità
Alla ricerca del lato positivo della Brexit

Ci sono tanti cittadini britannici profondamente scioccati dal risultato del referendum sulla Brexit. Potrebbe essere un buon esercizio provare a immaginare se esiste qualche lato positivo. Ma non è un’impresa facile. Leggi

Fiore racconta l’amore adolescenziale in carcere

È difficile non condividere la cotta che la cinepresa si è presa per la protagonista nel film di Claudio Giovannesi. Più facile resistere al fascino di una storia piuttosto scontata. Leggi

Perché gli inglesi, i poveri e gli anziani voteranno sì alla Brexit

A dieci giorni dal referendum che potrebbe decretare l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, il risultato è sempre più in bilico. Anzi, stando agli ultimi sondaggi, il fronte dell’uscita sembra avere un piccolo vantaggio. Come siamo arrivati a questo punto? Leggi

Il festival di Cannes 2016 in dieci punti

È stato il concorso più interessante degli ultimi dieci anni, forse il migliore dal 2002 per quanto riguarda la qualità media dei film in concorso. Alcune valutazioni e qualche pronostico sui possibili vincitori. Leggi

Risk di Laura Poitras è un ritratto contraddittorio di Julian Assange

Risk è un documentario su WikiLeaks, un’organizzazione internazionale che riceve in modo anonimo e pubblica documenti, spesso coperti dal segreto di stato o dal segreto bancario, e poi li carica sul proprio sito. Ma è anche un ritratto del suo fondatore, Julian Assange. Leggi

pubblicità
Appunti dal più bel concorso di Cannes degli ultimi anni

Con poco più della metà dei film in concorso già passati al festival di Cannes, vorrei tentare un bilancio provvisorio di un’annata che si sta rivelando particolarmente forte. Leggi

Toni Erdmann è il film più originale proiettato finora a Cannes

Il film parla del rapporto fra un padre senza grandi ambizioni e sua figlia, una donna in carriera che lavora a Bucarest come consulente per una società petrolifera statunitense. Leggi

Cannes 2016 è in equilibrio tra star e storie proletarie

Ieri sera, appena dopo l’arrivo a Cannes, ho visto una palma caduta. Faceva una certa impressione. Spezzata alla base, che sembrava consumata, era sdraiata lungo tutto il marciapiede. Spero che non sia un presagio della qualità del Festival international du film di quest’anno, perché, almeno sulla carta, l’edizione 2016 sembra molto, ma molto invitante. Leggi

Oltre Fuocoammare, due piccoli regali dal Medio Oriente

Al festival di Berlino ha vinto il migliore, Fuocoammare di Gianfranco Rosi. Ma vale la pena di parlare di due film che chissà se arriveranno mai in Italia. Una bizzarra avventura iraniana e una commedia romantica saudita. Leggi

Fuocoammare di Gianfranco Rosi è il più bel film visto alla Berlinale

Il nuovo film di Gianfranco Rosi parte da un’isola che c’è, Lampedusa, per arrivare su un’isola che non c’è: l’emergenza profughi che l’Europa stenta ancora a affrontare in modo veramente unitario e umanitario. Perché, in un certo senso, questo viaggio cinematografico bello e straziante è anche un film su una rimozione. Leggi

pubblicità