Disoccupazione

Il tasso di disoccupazione in Italia e gli altri dati dell’ultimo rapporto Istat

A ottobre il tasso di disoccupazione si è attestato ai minimi dal dicembre del 2012 secondo le ultime statistiche dell’Istat, ma il dato positivo si accompagna a un aumento degli “inattivi”, le persone che non lavorano e si sono rassegnate a non cercare un impiego. Inoltre l’aumento dell’occupazione è in parte dovuto all’invecchiamento della popolazione. Leggi

Pil e tasso di disoccupazione migliorano in Italia
Pil e tasso di disoccupazione migliorano in Italia. Secondo l’Istat, il tasso di disoccupazione a luglio è del 12 per cento, 0,5 punti in meno di giugno. È il livello più basso dal luglio 2013. Nel secondo trimestre del 2015, il pil è cresciuto dello 0,3 per cento rispetto ai tre mesi precedenti: l’aumento tendenziale più alto da quattro anni.
pubblicità
Ci vorranno vent’anni perché in Italia l’occupazione torni ai livelli precedenti alla crisi, dice l’Fmi

Il Fondo monetario internazionale considera che la disoccupazione dell’eurozona, che ora supera l’11 per cento, resterà alta ancora per un po’ e quella giovanile si manterrà vicina ai massimi storici nel medio periodo. Un rapporto pubblicato oggi dall’istituto di Washington registra le tendenze dell’economia nei paesi che usano l’euro.

Secondo l’Fmi, l’Italia sta uscendo da tre anni di recessione, ma per tornare ai livelli occupazionali di prima della crisi potrebbe essere necessaria quasi una generazione. “Senza una significativa accelerazione della crescita, ci vorrano quasi 20 anni per riportare il tasso di disoccupazione ai livelli precedenti alla crisi”, si legge nel documento. Per un confronto, alla Spagna serviranno 10 anni e al Portogallo 20.

Il Fondo avanza anche alcune raccomandazioni a Roma, riassumendo le riforme già in vigore (tabella 4. pag. 39). Per tornare a crescere, l’Italia dovrebbe adottare e implementare la riforma dell’amministrazione pubblica; rendere più efficace e veloce la giustizia civile, diminuendo i ricorsi in cassazione; rafforzare il Jobs Act e “decentralizzare la contrattazione salariale per permettere una maggiore flessibilità nei contratti nazionali”; aumentare la concorrenza nei mercati dei prodotti e dei servizi.

Disoccupazione record in Italia
Disoccupazione record in Italia. Secondo l’Ocse, la disoccupazione ha toccato il 12,6 per cento nel 2014. La situazione è allarmante soprattutto tra i giovani. Tra chi ha meno di 30 anni, quattro persone su dieci non lavorano. Una su tre non ha impiego e non lo cerca. Più della metà di chi lavora ha un contratto precario.
In Italia calano gli occupati e i disoccupati restano invariati

Circa 63mila persone hanno perso o hanno lasciato il lavoro nel mese scorso. A maggio, gli occupati sono diminuiti dello 0,3 per cento rispetto al mese precedente, invertendo la tendenza di aprile, quando l’Istat aveva rilevato un aumento dello 0,6 per cento. È l’ultima rilevazione dell’istituto statistico, diffusa questa mattina.

Il numero di disoccupati rimane sostanzialmente invariato su base mensile. Il tasso di disoccupazione resta fermo al 12,4 per cento, dopo la crescita registrata a febbraio e a marzo e il calo del mese scorso. Nei dodici mesi, invece, il dato è più positivo: il numero di disoccupati è diminuito dell’1,8 per cento, cioè di 59mila persone.

Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni aumenta nell’ultimo mese dello 0,3 per cento, cioè di 36mila persone, dopo il calo dei quattro mesi precedenti. Su base annua gli inattivi diminuiscono di 135mila.

pubblicità
Gaza aspetta la prossima guerra

La settimana scorsa l’International New York Times ha dedicato qualche riga all’ultimo rapporto della Banca mondiale sull’economia della Striscia di Gaza. Leggi

I disoccupati nel mondo continueranno ad aumentare

Secondo l’Organizzazione internazionale per il lavoro (Ilo) il numero dei disoccupati nel mondo continuerà a crescere nei prossimi cinque anni: entro il 2019 saranno 212 milioni.

Nel suo ultimo rapporto, che presenta i dati reali fino al 2013 e le stime dal 2014 al 2019, l’Ilo punta il dito contro l’aumento delle disuguaglianze, che portano insicurezza nel mondo del lavoro e instabilità sociale. Dall’inizio della crisi globale, secondo l’Ilo, sono stati persi 61 milioni di posti di lavoro.

Per quanto riguarda l’Europa le prospettive non sono rosee: la ripresa è ancora lontana, anche se i paesi dell’Europa meridionale che oggi hanno i dati peggiori (Spagna e Grecia) dovrebbero avere qualche miglioramento.

La disoccupazione in Sudafrica e la violenza contro gli stranieri

In Sudafrica la popolazione è in rivolta contro gli immigrati, dopo le dichiarazioni del re zulu, Goodwill Zwelithini, che ha invitato il governo a intraprendere azioni per mandare via gli stranieri dal paese. Nei giorni scorsi almeno quattro persone sono morte nelle violenze scoppiate a Durban e oggi ci sono stati scontri nelle manifestazioni in solidarietà con le vittime.

Gli immigrati sono accusati di essere la causa dell’altissimo tasso di disoccupazione, il più alto della regione per quanto riguarda la fascia giovanile. Nel 2013 ha raggiunto il 48,4 per cento, secondo un rapporto dell’Organizzazione internazionale del lavoro.

Dal 1995 la disoccupazione è aumentata del 15 per cento. Nel 2014 è stata del 24,3 percento. Secondo la definizione estesa di disoccupati, che comprende anche le persone che hanno smesso di cercare lavoro perché scoraggiate dalle scarse opportunità, il tasso nell’ultimo trimestre del 2014 è salito al 34,6 per cento.

I neri sono la fascia di popolazione più colpita, a causa dei bassi livelli di istruzione e la loro segregazione nelle aree più periferiche della città durante l’apartheid. Le proteste sono anche provocate dal fatto che il tasso di disuguaglianza nella distribuzione del reddito è il più alto al mondo dopo quello del Lesotho.

Inoltre, secondo un rapporto citato dal sito Africacheck, i migranti stranieri ottengono più facilmente un impiego rispetto ai sudafricani non migranti, anche se spesso si tratta di posizioni precarie e nel settore informale:

I dati dell’Istat mostrano un aumento della disoccupazione in Italia

Il tasso di disoccupazione a ottobre ha toccato il massimo storico ed è salito al 13,2 per cento, con una aumento di 0,3 punti rispetto al mese precedente e di un punto su base annua.

Lo rilevano i dati diffusi dall’Istat, che evidenziano un peggioramento complessivo e in particolare tra i giovani sotto i 24 anni. Il tasso di disoccupazione dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni è al 43,3 per cento, con una crescita di 0,6 punti rispetto al mese precedente e di 1,9 punti su base annua. I giovani inattivi sono 4 milioni e 338mila.

Il numero complessivo dei disoccupati è di 3 milioni e 410mila, con un aumento di 90mila su base mensile e di 286mila su base annua. Askanews

In Italia 3,2 milioni di disoccupati

Lo rivela uno studio dell’Istat. A settembre i disoccupati sono pari a 3 milioni e 236mila, in aumento dell’1,5 per cento rispetto ad agosto (+48mila) e dell’1,8 per cento rispetto al 2013 (+58mila).

Il numero delle persone senza lavoro è il più alto dall’inizio delle serie storiche (2004) mentre il tasso di disoccupazione al 12,6 per cento si mantiene sui livelli già raggiunti più volte nel 2014.

Gli occupati sono 22 milioni 457mila, in aumento dello 0,4 per cento rispetto al mese precedente (+82mila) e dello 0,6 per cento su base annua (+130mila). La crescita di questo dato non è in contraddizione con quello sulla disoccupazione, spiega l’Istat, ed è dovuta all’aumento della partecipazione al mercato del lavoro. Ansa, Istat

pubblicità
Si salvi chi può

I giovani che vanno a lavorare all’estero cercano soprattutto una vita normale. Le loro storie in un documentario. Leggi

47

Il tasso di occupazione delle donne italiane tra i 16 e i 64 anni è del 47 per cento. Leggi

41,2

L’età media delle persone senza dimora a Milano è di 41,2 anni. Lo rivela il censimento condotto nel febbraio del 2013 dalla Fondazione Rodolfo Debenedetti con il sostegno di più di seicento volontari. Leggi

10,9

Secondo i più recenti dati Eurostat, la disoccupazione media nell’Unione europea è del 10,9 per cento. Leggi

Un paese per giovani

Il vertice Ue ha messo al centro la disoccupazione giovanile. Il governo Letta ha creato un fondo di pronto intervento. Sono segnali positivi. Ma ora serve un cambiamento radicale che punti a una formazione professionale efficace. Leggi

pubblicità
Sostieni il giornalismo indipendente
Se ti piace il sito di Internazionale, aiutaci a tenerlo libero e accessibile a tutti con un contributo, anche piccolo.