Disuguaglianza

Il declino delle potenti famiglie dell’America Centrale

Da decenni un pugno di dinastie e di clan si tramanda il potere in El Salvador, Guatemala e Honduras. Ma la situazione comincia lentamente a cambiare. Leggi

La pandemia ha frenato l’istruzione in America Latina

Nel 2020 le scuole latinoamericane sono rimaste chiuse per una media di 174 giorni, una situazione che ha determinato una perdita di ore in classe quattro volte superiore a qualsiasi altra zona del mondo. Leggi

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L’unico orizzonte

Chiediamo alle forze politiche – tutte naturalmente desiderose di migliorare la vita sul pianeta – come intendono comportarsi coi ricchi e gli straricchi. Leggi

La disuguaglianza globale è il risultato di un progetto preciso

“L’occidente è stato costruito sul razzismo”, spiega il sociologo Kehinde Andrews. “La disuguaglianza tra gli uomini non è un caso. Il progresso dell’occidente non sarebbe stato possibile senza la schiavitù, il genocidio e il colonialismo”. Il video del Guardian. Leggi

La meritocrazia senza uguaglianza è sbagliata e crudele

Non possiamo essere meritocratici senza prima diventare egualitari, le prove sono evidenti secondo Matthew Taylor. Perché in un paese iniquo la mobilità sociale rende le persone meno felici. Il video del Guardian. Leggi

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Troppa ricchezza nelle mani di pochi è un problema per tutti

Spesso si pensa che un certo livello di disuguaglianza sia normale nelle nostre società, dice il geografo sociale Danny Dorling. Ma la distanza tra i super ricchi e gli altri in questi anni è aumentata in modo incredibile. Nel Regno Unito, per esempio, la ricchezza delle mille persone più benestanti del paese è raddoppiata dal 2010. Il video del Guardian. Leggi

Sessantadue persone possiedono quanto metà della popolazione mondiale
Sessantadue persone possiedono quanto metà della popolazione mondiale. Nel 2010 questi miliardari erano 388 e, se la tendenza non cambierà, nel 2020 saranno solo undici. Lo rileva il rapporto sulla disuguaglianza tra ricchi e poveri preparato dall’ong Oxfam.
In alcune zone di Baltimora la mortalità infantile è più alta che in Cisgiordania

La morte di un ragazzo nero di 25 anni, Freddie Gray, a Baltimora, mentre era in custodia della polizia ha riportato l’attenzione dei mezzi d’informazione statunitensi sulla disuguaglianza economica che affligge molte aree degli Stati Uniti. Christopher Ingraham sul Washington Post ha mostrato che in alcune zone di Baltimora l’aspettativa di vita è più bassa che in Corea del Nord.

Dati ancora più allarmanti emergono se si guarda ai tassi di mortalità infantile. In alcuni quartieri benestanti di Baltimora, come Canton, la mortalità infantile è bassa come quella della Finlandia. Ma in un altro quartiere di Baltimora, Little Italy, muoiono due bambini ogni cento, prima del compimento dell’anno di età. Lo stesso tasso di mortalità infantile del Nicaragua e dell’Uzbekistan, più alto che in Cisgiordania, Honduras o Venezuela. Questo dato così negativo è legato alla povertà: a Little Italy il 41 per cento delle famiglie vive al di sotto della soglia di povertà, solo a pochi chilometri da quartieri che hanno standard di vita comparabili a quelli dei paesi europei.

Negli Stati Uniti, spiega Vox, l’alto tasso di mortalità infantile nelle fasce sociali più indigenti è legato al sistema sanitario, infatti i bambini che provengono da famiglie a basso reddito hanno meno accesso alla copertura sanitaria.

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