Il 19 gennaio la premier giapponese Sanae Takaichi ha annunciato che scioglierà la camera bassa del parlamento e indirà le elezioni legislative anticipate l’8 febbraio. L’obiettivo è ottenere un mandato rafforzato per attuare il suo ambizioso programma di governo.

Prima donna a capo del governo giapponese, Takaichi punta a sfruttare il momento favorevole nei sondaggi per consolidare la maggioranza parlamentare del suo Partito liberaldemocratico (Pld, destra).

“Scioglierò la camera dei rappresentanti il 23 gennaio e indirò le elezioni l’8 febbraio”, ha dichiarato la premier durante una conferenza stampa.

“Takaichi è la persona giusta per guidare il Giapppone? Saranno gli elettori a dirlo”, ha aggiunto, parlando di sé in terza persona.

Il Pld governa il Giappone quasi ininterrottamente da decenni, ma di recente aveva perso consensi a causa degli scandali finanziari e della forte inflazione.

Takaichi era diventata premier a ottobre, dopo che il Pld aveva perso la maggioranza in entrambi i rami del parlamento sotto il suo predecessore Shigeru Ishiba. Tuttavia, secondo gli ultimi sondaggi il governo Takaichi è molto apprezzato, con un tasso di popolarità che va dal 60 al 70 per cento.

Attualmente il Pld e il suo nuovo partner di coalizione, il Partito dell’innovazione, hanno una maggioranza risicata alla camera dei rappresentanti.

Questo potrebbe ostacolare l’attuazione del programma di Takaichi, che prevede un aumento significativo della spesa per rilanciare l’economia e rafforzare la difesa.

“Se il Pld otterrà la maggioranza da solo, sarà più facile portare avanti le politiche di Takaichi”, ha dichiarato all’Afp Sadafumi Kawato, professore dell’università di Tokyo.

Sulla scia di un colossale piano di rilancio adottato alla fine del 2025, il governo ha presentato un nuovo bilancio da record (circa 665 miliardi di euro) per il 2026, impegnandosi a farlo approvare rapidamente.

Le elezioni anticipate si svolgeranno in un contesto di forti tensioni con la Cina.

Le relazioni si erano deteriorate a novembre, quando Takaichi aveva ipotizzato un intervento militare di Tokyo in risposta a un eventuale attacco cinese contro Taiwan. Pechino aveva reagito limitando le esportazioni verso il Giappone di alcuni prodotti strategici.