Nella notte tra il 26 e il 27 gennaio l’assemblea nazionale francese ha approvato un progetto di legge che prevede un divieto d’accesso ai social network per i minori di 15 anni, una misura sostenuta dal governo il cui obiettivo è proteggere la salute mentale degli adolescenti.

Il presidente Emmanuel Macron ha salutato “un passo importante”. “Il cervello dei nostri figli non è in vendita. Né alle piattaforme statunitensi né a quelle cinesi”, ha affermato sul social network X.

Il progetto di legge, approvato con 130 voti a favore e 21 contrari, “sarà esaminato dal senato nelle prossime settimane”, ha dichiarato la ministra per il digitale Anne Le Hénanff.

In caso di approvazione definitiva del testo, la Francia diventerebbe il secondo paese al mondo a dotarsi di norme così restrittive per i minori, dopo l’Australia, dove all’inizio di dicembre era entrato in vigore un divieto d’accesso per gli under 16.

L’obiettivo del governo è introdurre un divieto d’apertura di nuovi account entro l’inizio del prossimo anno scolastico e un meccanismo efficace di verifica dell’età per tutti gli utenti entro il 1 gennaio 2027, ha precisato Le Hénanff.

Saranno esclusi dal divieto i “servizi di messaggistica privata”, tra cui WhatsApp, e alcune piattaforme dal ruolo educativo o didattico, ha dichiarato la deputata Laure Miller, relatrice del progetto di legge.

Durante il dibattito all’assemblea nazionale Arnaud Saint-Martin, deputato di La France insoumise (Lfi, sinistra radicale) ha contestato il testo, denunciando “una forma di paternalismo digitale”.

I promotori del progetto di legge puntavano anche a estendere ai licei un divieto di utilizzo dei telefoni cellulari già in vigore nelle scuole di grado inferiore.

In base a un emendamento approvato dai deputati, spetterà però ai singoli licei chiarire le condizioni di utilizzo dei cellulari. Solo in assenza di disposizioni specifiche, l’utilizzo sarà “vietato durante le lezioni e nei corridoi, ma consentito negli spazi esterni”.

All’inizio di gennaio l’Agenzia nazionale per la sicurezza sanitaria (Anses) aveva avvertito che social network come TikTok, Snapchat e Instagram danneggiano la salute mentale di bambini e adolescenti.

L’Anses aveva citato vari pericoli, tra cui il ciberbullismo e l’esposizione a contenuti violenti.