Il 29 gennaio i ministri degli esteri dei ventisette paesi membri dell’Unione europea (Ue) hanno concordato di designare i Guardiani della rivoluzione, l’esercito ideologico dell’Iran, come “organizzazione terroristica” dopo la sanguinosa repressione delle manifestazioni in Iran, ha annunciato la responsabile della diplomazia europea Kaja Kallas.
“’Terroristico’ è il termine giusto per definire un regime che reprime nel sangue le legittime proteste dei suoi cittadini”, ha commentato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
“Un regime che uccide migliaia di suoi cittadini non può che andare incontro alla rovina”, ha dichiarato Kallas al termine di una riunione dei ministri degli esteri europei a Bruxelles.
|
Iscriviti a Mediorientale |
Cosa succede in Medio Oriente. A cura di Francesca Gnetti. Ogni mercoledì.
|
| Iscriviti |
|
Iscriviti a Mediorientale
|
|
Cosa succede in Medio Oriente. A cura di Francesca Gnetti. Ogni mercoledì.
|
| Iscriviti |
Durante la riunione i ministri hanno dato il via libera all’inserimento dei Guardiani della rivoluzione nella lista dell’Ue delle organizzazioni terroristiche. L’organo militare iraniano era già presente nelle liste di altri paesi, tra cui Stati Uniti, Canada e Australia.
Il 28 gennaio il governo francese si era detto pronto a sostenere l’inserimento nella lista in risposta alla repressione “più sanguinosa” nella storia recente dell’Iran.
Il 29 gennaio l’Ue ha anche deciso di sanzionare alcuni alti funzionari iraniani, tra cui il ministro dell’interno, il capo della polizia e dei comandanti dei Guardiani della rivoluzione.
In totale, ventuno individui ed entità sono stati sottoposti a sanzioni, che comprendono il divieto d’ingresso e il congelamento dei beni nell’Ue.
“La decisione dell’Unione europea costituisce un grave errore strategico”, ha reagito sul social network X il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi.
“Vari paesi si stanno attivando per evitare lo scoppio di una guerra totale in Medio Oriente. Nessuno di questi è europeo. L’Unione europea, anzi, sta alimentando il fuoco”, ha aggiunto.
Il 28 gennaio il presidente statunitense Donald Trump aveva avvertito l’Iran che “il tempo sta per scadere”, riferendosi a un possibile attacco degli Stati Uniti, mentre Teheran aveva escluso di negoziare con Washington sotto minaccia.