Elon Musk, proprietario del social network X, ha ricevuto dalla procura di Parigi una convocazione per il prossimo 20 aprile nell’ambito di un’inchiesta sui presunti abusi della sua piattaforma, i cui uffici in Francia sono stati perquisiti il 3 febbraio.
Anche Linda Yaccarino, ex direttrice generale di X, è stata convocata lo stesso giorno. Entrambi sono indagati “in qualità di amministratori di fatto e di diritto della piattaforma X al momento dei fatti”, ha precisato il 3 febbraio la procuratrice di Parigi Laure Beccuau.
“Parallelamente è stata disposta una perquisizione degli uffici di X in Francia”, ha aggiunto.
L’inchiesta, avviata dalla sezione per la lotta alla criminalità informatica della procura di Parigi, è condotta in collaborazione con l’unità nazionale per la criminalità informatica della gendarmeria e con l’Europol.
Sempre il 3 febbraio l’autorità britannica per la protezione dei dati (Ico) ha annunciato l’apertura di un’inchiesta su X e sulla xAi, l’azienda d’intelligenza artificiale di Musk, legata alle false immagini di persone reali denudate create dal chatbot Grok, che hanno suscitato forti polemiche in tutto il mondo.
In Francia X è oggetto di un’inchiesta preliminare, avviata all’inizio del 2025 in seguito ad alcune segnalazioni relative a irregolarità nel funzionamento dei suoi algoritmi.
L’inchiesta era stata poi ampliata in seguito ad altre segnalazioni, arrivate nell’estate del 2025, che denunciavano la diffusione, tramite Grok, di contenuti negazionisti sull’olocausto e di deepfake a carattere sessuale.
A Musk e Yaccarino è stato consentito di esporre la loro versione dei fatti in audizione libera, piuttosto che in stato di fermo, a dimostrazione del fatto che “in questa fase l’obiettivo è portare avanti l’indagine in un clima costruttivo, allo scopo di verificare la conformità di X alle leggi francesi, nella misura in cui opera sul territorio nazionale”, ha dichiarato Beccuau.
Il 26 gennaio la Commissione europea aveva annunciato l’apertura di un’inchiesta su X, legata alle false immagini di persone reali denudate create da Grok.
“L’Europa non è disposta a tollerare i comportamenti insensati delle piattaforme digitali” e in particolare “le false immagini di donne e minorenni denudate”, aveva affermato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
L’obiettivo dell’inchiesta è verificare se X abbia violato le severe regole europee in materia digitale, che impongono alle piattaforme di proteggere gli utenti dai contenuti illegali.