Il 4 marzo, nel quinto giorno della guerra in Medio Oriente, Israele e Stati Uniti hanno condotto nuovi attacchi contro l’Iran, Teheran ha rivendicato il “controllo totale” dello stretto di Hormuz e l’esercito israeliano ha intensificato la sua offensiva in Libano.
Mentre le autorità iraniane si preparano a designare un successore della guida suprema Ali Khamenei, uccisa nel primo giorno del conflitto, Israele ha avvertito che “qualunque successore sarà un obiettivo dell’esercito israeliano”.
In questa situazione di caos, il 4 marzo le borse asiatiche hanno registrato un crollo, con quella di Seoul che ha perso il 12 per cento e ha dovuto sospendere temporaneamente le contrattazioni, mentre il prezzo del petrolio sta aumentando, anche a causa delle tensioni nello stretto di Hormuz.
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Il 4 marzo i Guardiani della rivoluzione, l’esercito ideologico dell’Iran, hanno assicurato di avere il “controllo totale” dello stretto, attraverso il quale transita il 20 per cento del petrolio e del gas naturale liquefatto del mondo.
Il generale iraniano Ebrahim Jabbari ha minacciato di colpire tutte le navi che cercheranno di attraversarlo.
Mohammad Mokhbar, un consigliere del defunto Khamenei, ha avvertito che l’Iran è pronto a “continuare la guerra a oltranza”.
Gli Stati Uniti hanno annunciato di aver colpito quasi duemila obiettivi in Iran dal 28 febbraio. “Abbiamo distrutto tutto”, ha dichiarato con soddisfazione il presidente statunitense Donald Trump.
L’esercito israeliano ha affermato di aver intensificato gli attacchi contro “obiettivi del regime terroristico iraniano” e di aver abbattuto un aereo da combattimento iraniano nei cieli di Teheran.
Israele ha anche rafforzato la sua offensiva sul fronte libanese, dove ha ampliato il raggio dei suoi attacchi contro il gruppo filoiraniano Hezbollah, che aveva lanciato alcuni razzi e droni contro Israele, senza causare vittime, per vendicare la morte di Khamenei.
I bombardamenti israeliani hanno sventrato un hotel ad Hazmieh, un sobborgo di Beirut vicino al palazzo presidenziale e a molte ambasciate.
Secondo le autorità libanesi, gli attacchi israeliani hanno causato finora 60 morti e più di 58mila sfollati nel paese.
Per quanto riguarda l’Iran, il 4 marzo l’agenzia di stampa statale Irna ha fornito un bilancio di 1.045 morti tra civili e militari dall’inizio della guerra. Un precedente bilancio della Mezzaluna Rossa iraniana riferiva di 787 morti.
Il Pentagono ha confermato il decesso di sei militari statunitensi, mentre gli attacchi iraniani in Israele hanno causato finora dieci morti.
Nel primo giorno di guerra Trump aveva invitato il popolo iraniano a rovesciare il regime alla guida della Repubblica islamica, istituita nel 1979.
Ma l’obiettivo dichiarato dell’operazione militare è impedire all’Iran di dotarsi della bomba atomica e distruggere il programma iraniano di missili balistici. Teheran sostiene che il suo programma nucleare abbia scopi esclusivamente civili.
Intanto, l’Iran sta continuando i suoi attacchi contro obiettivi statunitensi nei paesi del Golfo.
Questi attacchi hanno causato finora la morte di nove persone, tra cui una bambina di undici anni rimasta uccisa il 4 marzo dalla caduta di detriti in Kuwait.
Il 4 marzo lo Sri Lanka ha annunciato che circa 150 persone risultano disperse dopo il naufragio di una nave da guerra iraniana al largo delle coste del paese, in seguito a quella che i membri dell’equipaggio hanno descritto come un’esplosione.
La marina srilanchese ha soccorso 32 marinai della fregata Iris Dena, ma le speranze per gli altri 148 membri dell’equipaggio sono ridotte al lumicino, hanno riferito il ministero degli esteri e l’esercito del paese asiatico.
La fregata aveva partecipato a un’esercitazione militare nel porto indiano di Visakhapatnam.