La Tunisia ha pubblicato il bilancio ufficiale delle vittime della rivoluzione: i morti sono stati 338, i feriti 2.174. L’inchiesta è stata svolta per indennizzare le famiglie dei martiri.
Creato nel marzo del 2011, Gayday è il primo magazine online tunisino per un pubblico omosessuale.
Il movimento islamico guidato da Rachid Gannouchi ha rinunciato a fare riferimenti alla sharia nella costituzione tunisina. Una decisione che scontenta parte del suo elettorato, ma che fa parte degli impegni elettorali.
All’università della Manouba, a Tunisi, ci sono stati degli scontri tra studenti salafiti e non, in cui sono rimaste ferite almeno cinque persone. Questo tipo di violenze continua dalla fine di novembre del 2011, quando i salafiti hanno cominciato a protestare perché le studentesse non possono portare il niqab agli esami.
Il fotografo francese Rémi Ochlik mentre seguiva le rivolte in Tunisia. Ochlik è stato ucciso oggi a Homs, in Siria. Aveva 28 anni. (Yoan Valat, Ap/Lapresse)
L’ex leader dell’opposizione e difensore dei diritti umani, Moncef Marzouki, è il primo presidente eletto dall’inizio della primavera araba.
“Il problema dell’occidente e delle élite laiche dei paesi arabi, in particolare in Nordafrica, è che non abbandonano il discorso della ‘minaccia islamista’”, dichiara Olivier Roy in un’intervista al quotidiano algerino El Watan.
Alla periferia di Tunisi, prima delle elezioni, è apparso un manifesto incredibile.
“La Tunisia sta vivendo un periodo particolarmente denso della sua storia, un periodo che segna il suo ingresso nell’era democratica”, scrive La Presse de Tunisie nell’editoriale di oggi. Ed è questo il risultato più importante delle elezioni del 23 ottobre.
Il movimento islamico moderato ha ottenuto nove dei diciotto seggi riservati alla circoscrizioni elettorali all’estero. Potrebbe essere un indicatore del risultato nazionale.
Dopo anni di censura, la rete conferma il suo ruolo nella rivoluzione che ha portato il paese alla democrazia.
L’uccisione, anzi l’esecuzione, di Muammar Gheddafi ha gettato una luce cupa sulla primavera araba. Ma il successo della consultazione elettorale in Tunisia lascia sperare nella nascita di una democrazia matura.
L’affluenza alle urne per eleggere l’assemblea costituente è stata storica: il 90 per cento degli iscritti.
Il 23 ottobre si svolgono in Tunisia le elezioni per l’assemblea costituente. (Lionel Bonaventure, Afp)
Sono trent’anni che il leader islamista tunisino aspetta questo momento. Le elezioni del 23 ottobre, nelle quali il partito Ennahda è il favorito, potrebbero essere un punto di svolta nel vecchio conflitto tra islam politico e autoritarismo laico. L’intervista a Rachid Ghannouchi di Anthony Shadid del New York Times.
Il 23 ottobre ci saranno le prime elezioni libere. Lo storico partito islamista spera nel successo e promette un governo di unità nazionale.
Il 23 ottobre gli elettori tunisini potranno scegliere tra 81 partiti e centinaia di candidati indipendenti. Quali sono i più importanti.
Manifestazione a Tunisi contro la violenza e l’estremismo religioso. (Fethi Belaid, Afp)
A Tataoine, al confine con la Libia, ci sono quattro campi profughi, che si contendono la palma della miglior accoglienza. Ma non è uguale per tutti
L’ex presidente tunisino Zine al Abidine Ben Ali e sua moglie Leïla Trabelsi sono stati condannati a 35 anni di prigione, in contumacia.
Come fanno i brasiliani ad avere un’economia in crescita, il debito sotto controllo e la disoccupazione in calo?