Lake reflections, lago del Fucino, Abruzzo, 2016.

L’Abruzzo di Michael Kenna e la Colombia di Luis Cobelo

Lake reflections, lago del Fucino, Abruzzo, 2016.
21 luglio 2017 17:47

Abruzzo, Michael Kenna
Palazzo Casamarte di Loreto Aprutino (Pescara)
Fino all’8 settembre 2017
Considerato il fotografo di paesaggio più importante della sua generazione, Michael Kenna (1953) da più di quarant’anni indaga il rapporto tra la natura e le opere dell’uomo. Realizza le sue fotografie all’alba o al tramonto, tra le fasi della luce e del buio, del giorno e della notte, usando tempi lunghi di esposizione, a volte fino a dodici ore. Questa tecnica gli permette di catturare elementi che l’occhio umano non è in grado di percepire. La mostra nasce da un lavoro che Kenna ha realizzato tra il 2015 e il 2016 in quattro province abruzzesi: 5.700 chilometri tra rovine medievali, antichi borghi e coltivazioni tradizionali.
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Una fotografa ritrovata, Vivian Maier
Palazzo Ducale, Genova
Fino all’8 ottobre 2017
Vivian Maier è una “figura imponente ma discreta, che ritraeva le città in cui ha vissuto con uno sguardo curioso, attirato da piccoli dettagli, dai particolari, dalle imperfezioni, dalla vita che le scorreva davanti agli occhi per strada, in un momento di fervido cambiamento sociale e culturale”, racconta Alessandra Mauro, una delle curatrici della mostra insieme ad Anne Morin. Oltre alle 120 immagini in bianco e nero, scattate tra gli anni cinquanta e sessanta, ci sono alcune delle foto a colori che Maier ha realizzato negli anni settanta e dei filmati in super8.

Zurumbático, Luis Cobelo
Cortona on the move
Fino al 1 ottobre 2017
Con Zurumbático Luis Cobelo (1970) ha reso omaggio al romanzo Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez, uscito nel 1967. Il significato della parola Zurumbático in spagnolo unisce lo stupore alla confusione. Cobelo ha viaggiato nel nord della Colombia, dove nacque García Márquez, e ha realizzato un lavoro ricco di fantasia, realtà e mistero, dove il romanzo è solo il punto di partenza. L’obiettivo è quello di capire cosa significa essere latinoamericano e che “le cose sono come sono, non esiste alcun realismo magico”. Il lavoro è in mostra a Cortona nell’ambito del festival di fotografia Cortona on the move.

Tre scatti di Az, Arturo Zavattini fotografo
Castello di Corigliano d’Otranto (Lecce)
Fino al 31 ottobre 2017
Arturo Zavattini (1930), figlio dello scrittore e sceneggiatore Cesare Zavattini, cominciò a scattare su invito dell’antropologo Ernesto de Martino, che lo invitò a far parte della prima spedizione etnografica nel sud Italia. Era il 1952. Da quel momento l’artista affiancò sempre la fotografia alla sua attività cinematografica. “La fotografia interessa a Zavattini come progetto culturale, come strumento democratico di scrittura, come veicolo di memoria, come mezzo di aggregazione civile”, spiegano i curatori della mostra. Il percorso espositivo presenta quasi 180 immagini realizzate tra il 1950 e il 1960. Ed è inserito nell’ambito della Festa di cinema del reale a Specchia (Lecce).

Laura Pannack
Magazzini fotografici, Napoli
Fino al 24 settembre 2017
“Per avvicinarmi il più possibile ai soggetti che ho fotografato e ottenere la loro fiducia, ho capito che era necessario passare dall’altra parte e spogliarmi”, ha raccontato la fotografa britannica Laura Pannack, parlando di Young british naturists, esposto a Napoli. “Ma ho voluto ritrarli come persone, non come naturisti”, ha aggiunto. In mostra anche altri lavori di Pannack, tra cui Young love sulle coppie di adolescenti incontrati nelle scuole, nei locali e per strada; e Youth without age and life without death, in cui ha costruito un mondo poetico, tra realtà e fantasia.

Per segnalare una mostra di fotografia scrivere a: mostre@internazionale.it

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