La tecnologia ben collaudata dei chip di silicio potrebbe contribuire allo sviluppo dei computer quantistici. Invece che sul bit, che può assumere il valore di 0 oppure 1, i computer quantistici si basano sul qubit, che può assumere più configurazioni grazie al fenomeno della sovrapposizione. Questa capacità permette ai computer quantistici di eseguire le operazioni a una velocità nettamente superiore a quella dei computer classici. Tuttavia, la costruzione dei calcolatori quantistici è ostacolata dalla difficoltà di realizzare materialmente i dispositivi. Finora sono stati usati materiali superconduttori, che hanno dato buoni risultati, ma i dispositivi sono molto grandi e devono essere raffreddati. Per aggirare quest’ostacolo alcuni gruppi di ricerca hanno presentato due modelli di qubit che usano chip al silicio. Il primo impiega due elettroni controllati da un campo elettrico e il secondo due nuclei di fosforo controllati da un elettrone, in entrambi i casi immersi in uno strato di silicio. I ricercatori sono riusciti a contenere gli errori – meno di uno ogni cento operazioni – ma rimangono molti problemi da risolvere. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1445 di Internazionale, a pagina 99. Compra questo numero | Abbonati