Secondo uno studio condotto sui topi, l’obesità favorisce uno stato d’infiammazione che aumenta il rischio di contrarre alcune malattie, e che rimane più alto anche dopo il ritorno al peso e al metabolismo precedenti. Non è ancora chiaro se i risultati possano essere estesi agli esseri umani. Nella sperimentazione i topi sono stati alimentati con cibi grassi, diventando obesi. A quel punto si sono attivati dei geni che favorivano lo stato d’infiammazione. In particolare, alcuni cambiamenti epigenetici, in questo caso alterazioni nell’avvolgimento della molecola del dna, hanno modificato l’accessibilità e l’attivazione dei geni. I cambiamenti epigenetici si verificavano in alcune cellule del sistema immunitario, i macrofagi, che si trovano nel tessuto adiposo. Quando i macrofagi migravano nell’occhio, i topi avevano un rischio maggiore di sviluppare una condizione simile alla degenerazione maculare senile, legata all’invecchiamento. La patologia, associata all’obesità, può causare una riduzione della vista nelle persone anziane. L’obiettivo dei ricercatori è trovare il modo di bloccare o invertire i cambiamenti epigenetici del dna. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1494 di Internazionale, a pagina 97. Compra questo numero | Abbonati