Sperando che ai nostri figli non tocchi riprenderla presto, esistono anche effetti positivi della didattica a distanza? –Gennaro

Durante gli scorsi due anni tutti gli studenti italiani hanno avuto a che fare con la chiusura temporanea della scuola e con la didattica a distanza. Quest0 ha causato un’ondata di effetti negativi per il benessere di tante ragazze e ragazzi, tra cui l’aumento di sintomi di depressione e ansia, e la diminuzione della vita sociale e dell’attività fisica. C’è però un aspetto positivo che è emerso in modo inatteso da una ricerca condotta all’Università di Zurigo (Uzh): “Durante il lockdown”, spiega il professore di pediatria Oskar Jenni, “gli studenti delle superiori del nostro cantone in media hanno dormito 75 minuti in più al giorno, ottenendone un grande beneficio fisico ed emotivo”.

Non dovendo più andare a scuola, infatti, hanno potuto alzarsi più tardi la mattina: in media 90 minuti dopo, mentre l’ora di andare a letto è scalata solo di un quarto d’ora. Con quasi nessuna differenza di orario registrata durante il weekend. Anche se è probabile che l’assenza di vita sociale, e il conseguente minore consumo di caffeina e alcol, abbiano contribuito a quest’effetto, la ricerca dell’Uzh, più che darci una piccola consolazione a cui aggrapparci in caso di ripresa della dad, conferma quello che numerose altre ricerche indicano ormai da anni: l’orologio biologico degli adolescenti è spostato di un paio d’ore in avanti e adeguare l’orario d’inizio delle lezioni delle scuole superiori farebbe molto bene al loro benessere psicofisico.

Questo articolo è uscito sul numero 1443 di Internazionale, a pagina 16. Compra questo numero | Abbonati