“Sembrano formiche”, sussurra con malcelata soddisfazione l’influencer miliardario ideatore di Beast games (Prime Video), reality dove mille concorrenti si contendono cinque milioni di dollari. Ai piedi di un imponente grattacielo a due torri, in uno scenario urbano distopico creato ad arte, questa massa umana attende gli ordini di Mr Beast, aka Jimmy Donaldson, statunitense di 26 anni, celebre su YouTube per imprese tanto dispendiose quanto futili, dal volto innocente di un ragazzo di provincia, un Elon Musk in versione minore, ma con la stessa propensione a trasformare il mondo in un parco giochi. Il format è spietato nella sua semplicità: spingere i partecipanti – chi mosso dal desiderio di aiutare i senzatetto, chi dal sogno di vivere nel lusso – a tradire i propri compagni in cambio di somme di denaro sempre più allettanti. Si disperano, litigano, invocano l’aiuto divino. A differenza del coreano Squid game, qui non c’è spazio per la satira o la critica sociale. Solo qualche sporadico momento in cui i concorrenti oppongono allo spregiudicato Donaldson una retorica solenne sulla dignità umana degna di una brutta sceneggiatura. Nessuno ci crede davvero, e infatti cedono tutti. Ma è proprio questa brutale sincerità del racconto a rendere complesso il giudizio morale. Stai lì che agiti ogni residuo anticapitalista e ti ritrovi a esortare il tuo io interiore ad accettare quei cinquantamila dollari, e fottertene. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1597 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati