Alice Bigli è uno dei pilastri su cui si regge la letteratura per ragazzi in Italia. Ha sempre mille idee e un entusiasmo contagioso unito a una riflessione rigorosa sulla relazione tra i libri e il pubblico giovane. Per molti anni è stata la figura chiave del festival Mare di libri di Rimini. Ora ha passato il testimone, ma senza allontanarsi troppo, per poter aiutare, come la fata turchina. E Bigli è una fata, ma anche un’amica, una sorella, una zia, una madre, una complice, una maestra. Il cuore del suo impegno è la lettura e la formazione alla lettura. In Leggere piano, forte, fortissimo spiega che nessuno di noi è nato per leggere. Ma che s’impara e che è una scoperta. Non è facile, ma nemmeno difficile. Come ogni attività umana necessita di concentrazione e poi di sana curiosità. Quello che leggiamo ci deve parlare. Ma i libri sono tutti diversi, come le persone. E ognuno ha il suo libro. Il suo modo di avvicinarvisi. C’è chi legge “fortissimo” e chi pochi libri all’anno. Ma Bigli, rivolgendosi a chi forma i ragazzi e le ragazze, dice una cosa importante: leggere è come andare in palestra. Serve allenamento. Non è una grazia che cala dall’alto. Un po’ si deve sudare. E forse è questo il bello. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1503 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati