Belén López Peiró
Perché tornavi ogni estate
La nuova frontiera, 144 pagine, 14,90 euro

L’esordio letterario di Belén López Peiró, nata nel 1992 a Buenos Aires, è il resoconto delle conseguenze di una violenza sessuale subita da un suo familiare. Il racconto ha un linguaggio crudo, diretto, che non si risparmia. Alla violenza fisica si aggiunge poi l’abuso di potere, incarnato dalla pistola sempre in vista dell’uomo, che fa parte delle forze dell’ordine ed esercita un’influenza sia economica sia emotiva nelle dinamiche familiari. Il libro intreccia voci in prima, seconda e terza persona senza dargli un nome, e alterna con sapienza parti di narrativa alla trascrizione di freddi atti giudiziari. Questo lo rende un testo che ha molti livelli di lettura: è un romanzo, una denuncia, la costruzione di un procedimento penale. Ma da qualsiasi parte la si guardi, quella di Peiró è una scrittura toccante contro l’ambiente omertoso che protegge chi abusa; contro il sistema che viviseziona chi l’abuso lo subisce, scrutando la sua vita e la sua psicologia; e contro la società che costruisce un archetipo di vittima. La scelta della scrittrice di concludere la cronaca con l’inizio della difesa dell’imputato bilancia il rifiuto, il discredito e il sospetto che circondano ancora le donne quando scelgono di denunciare. La rabbia dell’autrice squarcia le pagine del romanzo, alimentando la nostra lotta personale e collettiva. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1450 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati