17 febbraio 2022 16:04

Sullo schermo ha l’aspetto e la voce di Yoon Suk-yeol, candidato alla presidenza della Corea del Sud. Ma in realtà è “Ai Yoon”, il suo avatar prodotto con la tecnologia deepfake.

In una sede della campagna elettorale, a Seoul, un gruppo di collaboratori giovani e alla moda utilizza l’intelligenza artificiale per tentare l’impossibile: rendere “cool” un politico sessantenne.

Partendo da ore di filmati del candidato del partito d’opposizione, Potere del popolo, la squadra di geek ha creato un avatar digitale di Yoon Sul-yeol e ha lanciato Ai Yoon nell’arena elettorale in vista delle presidenziali del 9 marzo.

Il deepfake, la tecnologia digitale che permette di creare simulazioni iper-realistiche di persone reali, aveva già effettuato diverse incursioni nelle campagne digitali. Ma i creatori di Ai Yoon pensano che la loro creatura sia il primo avatar deepfake ufficiale di un candidato, un aspetto particolarmente importante in Corea del Sud, il paese che ha la connessione internet più rapida del mondo per velocità media.

Decine di milioni di persone gli hanno rivolto spesso domande poco consuete in politica

Con i capelli accuratamente pettinati e un vestito elegante, l’avatar somiglia spaventosamente al candidato sudcoreano, ma utilizza un linguaggio più corrosivo, con frasi calibrate per diventare virali e attrarre i giovani elettori.

Il successo è stato immediato. Ai Yoon ha ottenuto milioni di visualizzazioni subito dopo il suo lancio, lo scorso 1 gennaio.

Decine di milioni di persone gli hanno rivolto spesso domande poco consuete in politica. “Il presidente Moon Jae-in e Lee Jae-myung (candidato del partito al potere) stanno annegando. Chi salva?”, hanno domandato online ad Ai Yoon. “Augurerei a entrambi buona fortuna”, ha risposto l’avatar.

A prima vista Ai Yoon potrebbe passare per un candidato reale, e questo evidenzia i progressi compiuti negli ultimi anni dai video prodotti attraverso l’intelligenza artificiale.

Il candidato Yoon in carne e ossa ha registrato oltre tremila frasi, venti ore di audio e video per fornire una base sufficiente di dati a una società tecnologica sudcoreana specializzata nel deepfake e incaricata di creare l’avatar.

“Le parole pronunciate più spesso da Yoon sono più efficaci con Ai Yoon”, sottolinea Baik Kyeong-hoon, direttore della squadra che prepara i discorsi del candidato e che ha dato vita ad Ai Yoon. “Cerchiamo di trovare risposte divertenti e satiriche”, ha dichiarato ad Afp.

La strategia si è rivelata vincente. Le dichiarazioni di Ai Yoon conquistano le prime pagine dei mezzi di comunicazione sudcoreani, mentre sette milioni di persone hanno visitato il sito Wiki Yoon per dialogare con l’avatar.

“Se avessimo prodotto soltanto dichiarazioni politicamente corrette non avremmo ottenuto queste reazioni”, sottolinea Baik. “L’establishment politico è troppo lento rispetto a una società che si evolve rapidamente”.

Quando risponde alle domande degli internauti, Ai Yoon si riferisce al presidente Moon e al suo delfino Lee con i nomignoli “Moon Ding Dong” e “Lee Ding Dong”.

“Voglio rivolgere questa domanda a Moon Ding Dong: chi è il nostro vero nemico?”, ha chiesto Ai Yoon in un attacco frontale contro quello che i detrattori definiscono un approccio conciliante del presidente nei confronti di Pyongyang.

Il presidente in carica ha incontrato il suo omologo nordcoreano Kim Jong-un quattro volte durante il suo mandato, adottando una strategia diplomatica che Yoon considera troppo morbida.

Distrazione
L’avatar ha utilizzato anche l’umorismo per distogliere l’attenzione dagli scandali che in passato hanno coinvolto il candidato Yoon, per esempio dichiarando di aver ricevuto in regalo della frutta da parte di un’impresa edile quando era procuratore. “Non sono responsabile davanti ai cachi e ai meloni. Sono responsabile soltanto davanti al popolo”, ha dichiarato Ai Yoon (in realtà il candidato ha dovuto ammettere di aver accettato regali).

Il genere di linguaggio utilizzato da Ai Yoon si ispira a quello in voga nel mondo dei giochi online, spiega Kim Myuhng-joo, professore di sicurezza dell’informazione alla Seoul Women’s University. “Ai Yoon legge i testi redatti dai suoi creatori, che parlano in modo schietto”, sottolinea.

Ko Sam-seog, componente della squadra dell’avversario di Yoon, Lee Jae-myung, accusa il cibercandidato di “abbassare il livello della politica”.

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Ma il sarcasmo funziona: anche se i sondaggi indicano che i due favoriti sono impegnati in un testa a testa in vista delle elezioni del 9 marzo, Yoon ha conquistato un leggero vantaggio sul suo rivale tra gli elettori di età inferiore ai trent’anni.

L’autorità di controllo elettorale della Corea del Sud consente l’utilizzo degli avatar dei candidati a condizione che siano identificati come tecnologia deepfake e non diffondano informazioni false. La tecnologia deepfake alimenta il timore della disinformazione, ma Baik ritiene che l’intelligenza artificiale rappresenti il futuro delle campagne elettorali.

“Con la tecnologia deepfake è facile creare enormi quantità di contenuti”, ha spiegato all’Afp. “È inevitabile che venga utilizzata sempre di più”.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

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