Una nave della marina militare russa nel Bosforo, a Istanbul, il 7 ottobre 2016. (Osman Orsal, Reuters/Contrasto)

La Russia rafforza la sua presenza militare in Siria

Una nave della marina militare russa nel Bosforo, a Istanbul, il 7 ottobre 2016. (Osman Orsal, Reuters/Contrasto)
13 ottobre 2016 12:50

In Siria, dopo la fine del cessate il fuoco di settembre, è cresciuta la presenza militare russa. Un’analisi dei dati disponibili mostra che il Cremlino ha inviato nel paese truppe, aerei e sistemi missilistici avanzati.

I dati mostrano che rispetto alle due settimane precedenti alla tregua, i rifornimenti via terra e via mare sono raddoppiati. Sembra trattarsi del principale dispiegamento di forze militare della Russia in Siria da quando, a marzo, il presidente Vladimir Putin ha dichiarato che avrebbe ritirato alcune delle sue truppe. Secondo alcuni analisti militari il personale supplementare include probabilmente degli specialisti in grado di attivare il sistema di missili terra-aria S-300 da poco approntati.

Il sistema S-300 migliorerà la capacità della Russia di controllare lo spazio aereo in Siria, dove le forze di Mosca sostengono il governo del presidente Bashar al Assad, e potrebbe avere lo scopo di scoraggiare delle azioni più decise da parte degli Stati Uniti. “Di fatto l’S-300 permette alla Russia di dichiarare una no fly zone sulla Siria”, ha spiegato Justin Bronk, ricercatore al Royal united services institute di Londra. “Impedisce inoltre agli Stati Uniti di fare altrettanto. La Russia può semplicemente dire: ‘Continueremo a volare e qualsiasi cosa tenti di minacciare i nostri aerei sarà considerata ostile e distrutta’”.

Il ministro della difesa russo non ha risposto alle domande che la Reuters gli ha inviato. Un alto ufficiale delle forze aeree, che ha chiesto di restare anonimo, ha negato le voci relative a un aumento dei rifornimenti. Ma i dati raccolti da alcuni blogger turchi del progetto Bosphorus naval news, esaminati dalla Reuters, mostrano che i rinforzi inviati attraverso il mar Nero sono aumentati per tutto il mese di settembre, raggiungendo i loro massimi livelli all’inizio di ottobre.

Alla fine di settembre dieci navi cargo russe avrebbero attraversato il Bosforo dirette in Siria, contro le cinque nei giorni precedenti alla tregua, tra il 27 agosto e il 7 settembre. Tra queste c’è la Mizrah, una piccola nave lanciamissili che il 30 settembre un corrispondente della Reuters ha osservato attraversare il Bosforo, diretta verso il Mediterraneo. Il 5 ottobre altre due navi lanciamissili russe sono state inviate verso il Mediterraneo. Alcune navi erano talmente cariche che la linea di carico era appena visibile al di sopra dell’acqua e hanno attraccato alla base navale di Tarso, nella provincia occidentale siriana di Latakia. La Reuters non è riuscita a chiarire quale tipo di merci stessero trasportando.

La Russia aveva inviato le sue forze aeree un anno fa, quando Mosca temeva che Bashar al Assad fosse sul punto di soccombere

Truppe ed equipaggiamenti stanno tornando in Siria anche per via aerea, secondo i dati di rilevamento pubblicati sul sito web FlightRadar24.com. Aerei cargo militari russi sono atterrati alla base di Khmeimim, in Siria, per sei volte nei primi sei giorni d’ottobre, contro i dodici atterraggi effettuati in trenta giorni tra agosto e settembre.

La Russia aveva inviato le sue forze aeree per sostenere l’esercito siriano un anno fa, quando Mosca temeva che Bashar al Assad fosse sul punto di soccombere di fronte alle offensive dei ribelli. Anche le forze guidate dagli Stati Uniti hanno effettuato bombardamenti in Siria, prendendo di mira le posizioni del gruppo Stato islamico (Is).

I bombardamenti delle ultime due settimane, perlopiù contro le aree controllate dai ribelli nella città siriana di Aleppo, sono stati tra i più pesanti della guerra civile, che ha provocato la morte di più di trecentomila persone in cinque anni e mezzo. Dalla fine del cessate il fuoco, il 19 settembre, la tensione tra gli Stati Uniti e la Russia è cresciuta, e Washington ha sospeso le trattative con Mosca sull’applicazione della tregua.

Secondo i dati di FlightRadar24.com alcuni aerei cargo Ilyushin Il-76 e Antonov An-124 dell’esercito russo hanno volato sui cieli siriani varie volte ogni mese, senza tuttavia offrire alcuna indicazione sul tipo di carico trasportato. L’Il-76 e l’An-124 possono trasportare, rispettivamente, fino a cinquanta e centocinquanta tonnellate di materiali e, in passato, sono stati utilizzati per trasferire in Siria mezzi pesanti ed elicotteri.

Anche alcuni aerei passeggeri hanno effettuato tra i sei e gli otto voli tra Mosca e Latakia ogni mese e, secondo funzionari occidentali, potrebbero essere stati usati per trasportare truppe, tecnici e altri collaboratori civili.

Per due volte, all’inizio di ottobre, un aereo militare Ilyushin ha raggiunto la Siria dall’Armenia. I funzionari di Erevan hanno dichiarato che gli aerei contenevano aiuti umanitari forniti dall’Armenia, un paese alleato della Russia. Il giornale russo Izvestia ha invece riferito la scorsa settimana che un gruppo di aerei da guerra era atterrato nella base siriana di Khmeimim, riportando il numero di aerei russi in Siria vicino ai livelli precedenti all’annuncio del disimpegno, nel marzo del 2016.

(Traduzione di Federico Ferrone)

Questo articolo è stato pubblicato dall’agenzia britannica Reuters.

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