Panamá, il 4 aprile 2016.

L’inchiesta sui Panama papers ha dei risvolti inquietanti

Panamá, il 4 aprile 2016.
05 aprile 2016 09:26

Il primo riflesso è quello di applaudire. Applaudiamo davanti alle rivelazioni che ci dicono come hanno fatto i grandi ricchi e i molto potenti a nascondere a Panamá il denaro del crimine, della rapina e della corruzione o come sottraevano grandi patrimoni (anche leciti) all’imposizione fiscale.

Applaudiamo perché il segreto è indispensabile per la corruzione, perché la fine del segreto vale il lavoro di eserciti di poliziotti e giudici e perché la frode fiscale fa più danni a un paese della peggiore banda criminale, privando la collettività di risorse indispensabili per l’istruzione, la sanità, la sicurezza, l’investimento e l’innovazione.

Le rivelazioni sono un’operazione di salute pubblica, ma al contempo alimentano diversi interrogativi sul mondo in cui viviamo.

I controllori della nostra vita

Sapevamo già che ogni nostro gesto è rintracciabile. Anche quando sono spenti, i nostri telefoni cellulari permettono di localizzarci in qualsiasi punto del pianeta. Non solo possono essere intercettati con una facilità sconcertante, ma svelano dettagli sui nostri amici, i nostri contatti, i nostri centri d’interesse, le nostre chiamate e i relativi destinatari. Lo stesso vale per i nostri computer e tablet che contengono le nostre letture preferite. Ma non è tutto

Possiamo chiederci se oggi potrebbe esistere un fenomeno come quello della resistenza ai tempi della seconda guerra mondiale

Mentre i prelievi di denaro liquido vengono progressivamente limitati e paghiamo sempre più spesso con carte di credito, è sempre più facile tracciare le nostre spese, i nostri spostamenti e i luoghi che amiamo frequentare. Non possiamo più conservare per noi nemmeno un istante della nostra vita. Tutto questo complica le cose ai criminali, ai corrotti e ai terroristi, ma al contempo facilita l’attività di polizia in un mondo dove le dittature e i regimi autoritari sono più numerosi delle democrazie.

Considerando ciò che accade in Cina o in Iran, è evidente che la vita di un oppositore politico in questo secolo è molto più pericolosa rispetto al passato, al punto tale che possiamo chiederci se oggi potrebbe mai esistere un fenomeno come quello della resistenza ai tempi della seconda guerra mondiale.

Tutto questo lo sapevamo già, ma i Panama papers e le altre fughe di documenti che li hanno preceduti pongono un interrogativo in più.

Se basta una chiave Usb per rendere pubblico il contenuto di un computer allora non esiste più segreto medico, segreto di stato, segreto fiscale, anonimato delle fonti né nessun altro legittimo segreto difeso dalla legge. Esiste solo l’individuo, completamente nudo davanti all’inquisizione pubblica o di polizia.

Naturalmente dobbiamo gioire davanti ai potenti smascherati e ai crimini svelati, ma è altrettanto vero che a lungo termine la scomparsa del segreto favorirà i più forti e la dittatura, non certo i più deboli e la libertà.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

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