23 marzo 2020 15:50

Gentile bibliopatologo,
in questi giorni di quarantena la cosa positiva è che finalmente posso dedicarmi completamente ai libri… La mia domanda è: come faccio però a passare da un libro a un altro? Ho appena finito un romanzo che mi ha travolta. È una di quelle (rare) volte che accade una cosa tanto imprevedibile quanto bella: il libro ti sceglie, ti fa fare i conti con la vita e quando finisce arriva una sensazione come di perdita, lutto. Come faccio ad abbandonare questa sensazione e ributtarmi in un’altra esperienza?
- Sospesa nel limbo

Cara Sospesa,
non si può prescrivere a un solo corpo una sola dieta senza che questa sia dannosa a una parte e utile all’altra, dice l’Ateniese nelle Leggi di Platone. E la cosa, bada bene, non riguarda solo i corpi e i cibi: “La maggioranza degli esseri umani”, scrive il grecista Eric R. Dodds commentando Platone, “può conservarsi in buona salute spirituale solo mediante una accurata dieta di ‘incantesimi’, cioè di miti edificanti e di formule energetiche di carattere morale”. Una dieta di incantesimi, già. Ma da chi farsela prescrivere?

(David Malan, Getty Images)

Penso che non ci sia nessuno più indicato di un grande esperto di magia. Perciò ti rimetto alle istruzioni di Louis Pauwels, autore insieme a Jacques Bergier del leggendario Il mattino dei maghi. Nel suo breviario di massime di vita, L’apprentissage de la sérénité (Retz, 1978), Pauwels dice che esistono quattro tipi di lettura.

  • La lettura di distrazione (evasioni di ogni genere).
  • La lettura di acquisizione (il sapere).
  • La lettura di trasporto (le grandi opere letterarie).
  • La lettura di elevazione (filosofia, saggezza, spiritualità).

Siccome l’essere umano ha bisogno di tutti questi nutrimenti, dice Pauwels, è bene aver sempre sotto mano almeno quattro libri: “Così come si variano i cibi nello stesso pasto, variate le letture. Passate da un genere all’altro, secondo l’umore, l’istinto, l’appetito, senza gerarchia né complessi”. Una dieta di incantesimi, appunto.

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Ora, tu hai appena mandato giù la portata impegnativa di una “lettura di trasporto”. È presto per passare al trasporto successivo. Completa il tuo pasto con una lettura di distrazione, una di acquisizione e una di elevazione. Pauwels, per esempio, mentre scriveva il suo breviario aveva sul comodino una pila di libri così composta: “Un giallo (la distrazione). Un’opera di astronomia contemporanea (il sapere). Un Čechov (l’estasi). L’insegnamento di Ramakrishna (l’elevazione)”. Bon appétit.

Il bibliopatologo risponde è una rubrica di posta sulle perversioni culturali. Se volete sottoporre i vostri casi, scrivete a g.vitiello@internazionale.it.