02 giugno 2021 13:08

Laura Kodruta Kövesi. Ricordatevi questo nome. La magistrata rumena ha scritto una pagina della storia europea diventando il primo capo dell’Ufficio del procuratore generale europeo, una nuova istituzione indipendente incaricata di combattere le frodi sul bilancio comunitario.

Il caso ha voluto che il tribunale avviasse i suoi lavori il primo giugno, lo stesso giorno in cui, per la prima volta nella sua storia, l’Unione europea ha emesso debito comune per finanziare il piano di rilancio da 750 miliardi di euro. Il tribunale europeo indagherà sui sospetti di frode, che inevitabilmente non mancheranno.

La nuova istituzione potrà condurre inchieste transfrontaliere su frodi che riguardano fondi europei superiori ai diecimila euro, su vicende di corruzione o su episodi di riciclaggio di denaro. Gli autori delle infrazioni saranno comunque rinviati davanti alla giustizia degli stati membri.

Ma non tutti i paesi europei parteciperanno all’iniziativa. La nascita di questo tribunale è stata dolorosa, e al momento è sostenuta soltanto da 22 paesi dell’Ue su 27. Ungheria e Polonia, ma anche Svezia, Danimarca e Irlanda, non ne faranno inizialmente parte, per ragioni diverse.

Un altro problema è dato dal fatto che la Slovenia, che il primo luglio assumerà la presidenza dell’Unione, vive una minicrisi politica a proposito della scelta del magistrato che sarà il referente del tribunale europeo, all’origine delle dimissioni del ministro della giustizia a fine maggio. Un cattivo esempio da parte di un governo che si avvicina sempre di più al populismo.

Come cambiare davvero le cose
Va detto che la posta in gioco è estremamente alta. Le frodi stimate sul budget europei, infatti, ammontano a centinaia di milioni di euro, e ancor di più in mancati introiti dell’Iva che sfuggono agli stati a causa delle frodi transfrontaliere.

Sulla carta il tribunale europeo avrà poteri importanti per compiere la sua missione, ma sarà la pratica a dirci se questa nuova istituzione potrà realmente cambiare le cose. In linea di principio il procuratore viene nominato per un mandato unico di sette anni, che può essere revocato soltanto dalla Corte di giustizia europea, aspetto che ne garantisce l’indipendenza. Il procuratore capo sarà spalleggiato da 140 procuratori delegati nei paesi firmatari (in Francia, per esempio, saranno cinque).

Alla guida della nuova istituzione, Laura Kodruta Kövesi gode di grande legittimità. La giovane donna ha guidato la Direzione anticorruzione in Romania, prima di essere allontanata da un governo corrotto. L’ex governo rumeno, in seguito sfiduciato dagli elettori, aveva tentato invano di opporsi alla nomina di Kövesi alla guida del tribunale europeo. Alla fine il magistrato rumeno ha superato anche l’ultima prova, ovvero la sfida di un candidato francese. Parigi ha avuto l’eleganza di ritirarsi, perché il simbolo di questa donna coraggiosa è un buon auspicio per la nuova istituzione..

Gli “incorruttibili” incaricati di sorvegliare i denari europei possono fare molto per rafforzare la fiducia dei cittadini dell’Unione nel momento in cui arrivano i fondi del piano di ripresa. Tocca a loro dimostrare di essere all’altezza.

Traduzione di Andrea Sparacino