Almeno 148 morti nell’attacco di Al Shabaab contro l’università di Garissa

Il 2 aprile un commando di Al Shabaab ha attaccato il campus universitario di Garissa, uccidendo almeno 148 persone. Il governo è sotto accusa per avere ignorato gli avvertimenti su possibili attacchi a scuole e università

I funerali delle vittime della strage di Garissa

In Kenya sono cominciati i funerali delle vittime del massacro all’università di Garissa, una settimana dopo l’attacco da parte dei miliziani di Al Shabaab in cui sono rimaste uccise almeno 148 persone. Il presidente Uhuru Kenyatta ha inviato una letteraa 130 famiglie delle vittime di cui sono già stati identificati i resti.
Dopo l’attacco il presidente era stato criticato per la gestione della sicurezza nel paese e per aver ignorato gli allarmi su probabili attacchi terroristici.
Il governo ha annunciato che risarcirà ogni famiglia con 100.000 scellini keniani, equivalenti a circa 1000 euro, per le coprire le spese dei funerali.

Il governo del Kenya nega che ci siano 166 dispersi dopo l’attacco a Garissa

Il governo del Kenya ha smentito le affermazioni della University academic staff union (Uasu), che annuncia l’assenza di 166 studenti, dopo l’attacco all’università Garissa, dove ne sono morti 148.

Il ministro dell’educazione, Joseph Kaimenyi, ha detto che in questo modo non si fa che “esacerbare il dolore e la sofferenza dei parenti in lutto”. La paura del segretario generale dell’Usau è che gli studenti siano stati rapiti dal gruppo somalo Al Shabab, responsabile della strage.

Il ministro dell’educazione ha provato a fare chiarezza sui numeri degli studenti con un comunicato, ma come ha notato la Bbc, la ricostruzione delle cifre mostra qualche ambiguità. Gli studenti iscritti all’università di Garissa erano in tutto erano 815 e che quelli salvati sono 663. Il governo ha detto che i morti sono 142 e ne mancherebbero quindi 10.

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I parenti identificano le vittime della strage di Garissa, in Kenya

I parenti delle vittime dell’attentato a Garissa, in Kenya, hanno avuto il difficile compito di identificarle. L’attacco, compiuto dai jihadisti di Al Shabaab, ha causato almeno 148 morti. Leggi

Non volevo vedere quella foto

Ho fatto di tutto per non incrociarla su Twitter. Ma quella foto si è imposta a me con il suo carico di morte e disperazione. Corpi giovani, privati di futuro, seminudi, ammazzati come topi. Ragazzi che il giorno prima di quel massacro pensavano ai loro amori, agli esami, a un viaggio da fare, alla festa di fine corso, all’ultima canzone di quel gruppo rap che va per la maggiore. Ragazzi con pensieri semplici e bellissimi. Ragazzi come lo sono stata io a vent’anni. Poi la morte, brutale, assassina. Leggi

La conta dei sopravvissuti

I familiari delle vittime dell’attacco al campus universitario di Garissa, in Kenya, vengono assistiti dagli operatori della Croce rossa nella capitale Nairobi. Sono ancora molte le vittime che devono essere identificate. Si tratta soprattutto di studenti provenienti da altre zone del paese. Secondo l’ultimo bilancio, le vittime del commando del gruppo jihadista Al Shabaab sono 148, ma il numero potrebbe crescere, perché molti studenti sono ancora dispersi.

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Il giorno dopo l’attacco
Il governo keniano sotto accusa per la gestione della sicurezza

Dopo l’attentato dei terroristi di Al Shabaab all’università di Garissa, in cui sono morte almeno 147 persone, il ministro dell’interno keniano Joseph Nkaiserry ha dichiarato che “il governo non si farà intimidire dai terroristi”. La mattina del 2 aprile un gruppo di uomini armati ha attaccato il campus di Garissa, nell’omonimo stato, prendendo in ostaggio centinaia di studenti con l’obiettivo di uccidere “coloro che sono contro Al Shabaab”. Giovedì sera nella città di Garissa e in tre località della zona è stato imposto il coprifuoco. Leggi

Sono 147 i morti nell’attacco di Al Shabaab in Kenya

L’attacco del commando di Al Shabaab nel campus di Garissa, in Kenya, ha causato 147 morti. Lo ha annunciato l’agenzia governativa Kenya National Disaster Operation Centre su Twitter. Sono in corso le operazioni per portare via gli studenti e le altre persone rimaste coinvolte nell’attacco.

Più di 70 morti nell’attacco di Al Shabaab al campus di Garissa

Il ministero dell’interno ha fatto sapere che secondo un nuovo bilancio le vittime dell’attacco del commando di Al Shabaab nel campus di Garissa in Kenya sono almeno 70. Quattro assalitori sono stati uccisi ed è in corso l’operazione di salvataggio finale degli studenti ancora dentro il campus. Finora sarebbero più di cinquecento gli studenti messi in salvo.

Uccisi due jihadisti del commando che ha preso d’assalto il campus di Garissa

Le forze di sicurezza keniane hanno ucciso due assalitori che facevano parte del commando di jihadisti di Al Shabaab che ha lanciato l’attacco contro il campus universitario di Garissa, in Kenya. Lo ha annunciato il ministero dell’interno con un messaggio su Twitter.

Proseguono le operazioni di salvataggio di un numero imprecisato di studenti ancora dentro il campus.

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Individuato il pianificatore dell’attacco al campus di Garissa

Il governo keniano ha indicato Mohamed Kuno come il pianificatore dell’attacco al campus universitario di Garissa. Kuno era il capo di una madrasa, la scuola islamica, a Garissa, prima di entrare a far parte nel 2007 dell’Unione delle corti islamiche, che allora controllavano Mogadiscio. Quando l’Unione fu cacciata dall’intervento militare dell’Etiopia, Kuno si unì ad Al Shabaab, scalando i vertici del gruppo. Negli ultimi anni ha gestito le attività del gruppo jihadista in Kenya. Il ministero dell’interno ha posto sul suo capo una taglia da 20 milioni di scellini, pari a quasi duecentomila euro. Bbc

Arriva l’esercito all’università di Garissa

Proseguono gli scontri all’interno del campus universitario di Garissa, preso d’assalto da un commando dei jihadisti di Al Shabaab all’alba. Gli assalitori sarebbero in cinque. Secondo un bilancio provvisorio, le vittime sono almeno quindici e i feriti più di sessanta. In un breve discorso alla nazione, il presidente Uhuru Kenyatta ha esortato i suoi concittadini a rimanere calmi e si è impegnato a fornire nuove informazioni sull’attacco non appena saranno disponibili. Il presidente ha anche assicurato che le procedure per reclutare diecimila nuovi agenti di polizia saranno velocizzate in seguito all’attacco.

Intanto a Garissa sono arrivati i carri armati dell’esercito nel tentativo di liberare gli ostaggi ancora dentro il campus.

Le autorità cercano di rintracciare centinaia di studenti del campus di Garissa

Il ministero dell’interno del Kenya, Joseph Nkaissery, ha detto che sono stati contati 280 degli 815 studenti registrati nel campus di Garissa, preso d’attacco dai jihadisti somali di Al Shabaab all’alba. Mancherebbero all’appello quindi circa cinquecento studenti. “Stiamo cercando di rintracciare tutti gli altri”, ha scritto su Twitter il Centro operativo nazionale per i disastri.

Non è ancora noto il numero di studenti che si trovava nel campus al momento dell’attacco. La polizia ha annunciato di aver arrestato un jihadista mentre cercava di scappare dal college.

Al Shabaab annuncia di avere preso degli ostaggi cristiani nel campus di Garissa

Il gruppo jihadista somalo Al Shabaab ha rivendicato la responsabilità dell’attacco al campus universitario di Garissa, in Kenya. Il bilancio provvisorio è di 14 morti e almeno 65 feriti. Un portavoce del gruppo ha spiegato che i combattenti hanno preso di mira in particolare gli studenti cristiani, lasciando andare i musulmani. Un numero non precisato di cristiani è stato preso in ostaggio. “Ci sono molti cristiani morti dentro l’edificio. Abbiamo anche preso molti cristiani vivi. I combattimenti sono ancora in corso nel college”, ha detto Sheikh Abdiasis Abu Musab, il portavoce delle operazioni militari di Al Shabaab.

L’attacco sarebbe stato organizzato per ritorsione al sostegno dato dal Kenya nella lotta contro i gruppi legati ad Al Qaeda in Somalia, nell’ambito dell’operazione dell’Unione africana. La polizia e i soldati hanno circondato il campus e stanno cercando di fermare l’attacco. Reuters, Bbc

Secondo la polizia il bilancio delle vittime dell’attacco all’università di Garissa in Kenya è salito a 14 morti.

Secondo la polizia il bilancio delle vittime dell’attacco all’università di Garissa, in Kenya, è salito a 14 morti. Reuters

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Cosa sappiamo dell’attacco all’università di Garissa

Questa mattina alle 5.30 (ora locale) un gruppo di uomini armati ha attaccato l’università di Garissa, in Kenya, che si trova al confine con la Somalia, a 380 chilometri da Nairobi. Il campus è stato aperto nel 2011 e si tratta dell’unica università pubblica della regione. Nel 2013 erano più 480 gli studenti immatricolati.

Almeno trenta feriti nell’attacco a Garissa

Secondo la Croce rossa sono almeno trenta gli studenti portati in ospedale con ferite di arma da fuoco dopo l’attacco all’università di Garissa, in Kenya, di cui quattro gravi. Cnn

Almeno due morti nell’attacco armato contro l’università di Garissa

Almeno due guardie del campus di Garissa sono morte durante l’attacco di un gruppo di uomini armati, ha confermato il portavoce della polizia Zipporah Mboroki. Non ci sono notizie certe sul numero di feriti tra gli studenti. Gli uomini sono ancora all’interno del campus, dove potrebbero aver preso degli ostaggi. Le forze speciali della polizia si trovano all’interno dell’edificio. La responsabilità dell’attacco non è ancora stata rivendicata.

L’università si trova nella contea di Garissa, nel nordest del Kenya, a 380 chilometri da Nairobi, vicino al confine con la Somalia. Al Jazeera

Attacco all’università di Garissa, in Kenya

Un gruppo di uomini armati ha attaccato il campus dell’università di Garissa, in Kenya, vicino alla frontiera con la Somalia. Due poliziotti e uno studente sono rimasti feriti. Le forze di sicurezza keniane sono arrivate sul posto.
Secondo fonti locali gli uomini potrebbero aver preso degli ostaggi, ma la notizia non è stata confermata. L’attacco, che non è ancora stato rivendicato, è avvenuto mentre la maggior parte degli studenti si trovava nella moschea del college per la preghiera del mattino.