Gabriele Battaglia

È un giornalista italiano che vive a Pechino. È direttore di China Files.

Anche i mastini tibetani sono vittime del mercato cinese

La triste parabola del cane molossoide, quasi mitico per stazza e ferocia, descritto da cronisti e viaggiatori fin dall’antichità. Leggi

Sugli altipiani cinesi il consenso si conquista con le energie rinnovabili

Nella provincia del Qinghai, al confine con il Tibet, Pechino punta sulle nuove infrastrutture per rilanciare l’economia e conquistare la popolazione. Leggi

pubblicità
Viaggio dietro la facciata scintillante di Singapore

Pulitissima, governata dalla stessa famiglia dal 1959 e un sistema economico che non disdegna lo sfruttamento dei migranti. Un modello che piace alla Cina. Leggi

È morto Liu Xiaobo, l’intellettuale che impauriva Pechino

Lo scrittore premio Nobel per la pace aveva 61 anni. Era in carcere dal 2009 perché riteneva che la Cina fosse matura per la democrazia. Leggi

A Pechino i lavoratori precari si  organizzano

Alle porte di Pechino è sorta una città di migranti con teatro, scuole, cinema e un museo di storia operaia. Un’area che fa gola agli speculatori immobiliari. Leggi

pubblicità
Xi Jinping ribadisce che a Hong Kong comanda Pechino

Mentre il presidente celebra i vent’anni di sovranità cinese, nel territorio l’attivismo prende strade diverse dal movimento Occupy Hong Kong. Leggi

In Cina si può morire di indifferenza

Cinque milioni di visualizzazioni e migliaia di commenti: un video online ha riacceso il dibattito sull’etica perduta della Cina. Leggi

Il lavoro a costo zero nel mondo dell’elettronica di Pechino

La nuova società dei servizi, della conoscenza, dell’innovazione voluta dalla leadership di Pechino non dà valore all’intelligenza che si mette all’opera. Leggi

La nuova via della seta vista dalla Cina

L’attuale modello di globalizzazione, che fa perno sugli Stati Uniti, va affiancato dal multilateralismo cinese, secondo l’analista Wang Yiwei. Leggi

La serie tv sulla corruzione che conquista i cinesi

Trecentocinquanta milioni di spettatori per l’episodio pilota, 1,7 miliardi nel mese di messa in onda. Il fenomeno televisivo della primavera cinese. Leggi

pubblicità
Pechino senza macchia e senza storia

Il rinnovamento urbano della capitale cinese è inarrestabile. La classe media è soddisfatta, il resto della popolazione ingrossa periferie prive di opportunità. Leggi

In Cina aumenta l’insofferenza nei confronti di Pyongyang

Qualche giorno fa mi è stato chiesto di consultare la mia “sfera di cristallo” per dire come sarebbe andata a finire la vicenda nordcoreana: ci sarà la guerra? Leggi

In Cina è partito il boicottaggio di Seoul

Cinque anni fa, durante le manifestazioni antigiapponesi per la questione delle isole contese Diaoyu (per i cinesi) o Senkaku (per i giapponesi), i titolari di sushi bar e i possessori di Toyota mettevano il cartello “sono cinese” sulla porta o sul cruscotto. Questa volta, l’oggetto del contendere è il sistema missilistico Thaad, che la Corea del Sud sta cominciando a installare in collaborazione con gli Stati Uniti. Leggi

In Cina la scuola dell’obbligo esclude i figli dei migranti

Alcune scuole nell’area di Pechino accettano i figli dei migranti rurali per offrirgli l’istruzione elementare obbligatoria. Non avendo la residenza nella capitale, i bambini non avrebbero diritto a studiare qui. Ma i loro genitori, invece, qui ci lavorano e quindi, negli anni, si è sviluppato un servizio alternativo a quello statale: scuole private e anche dirigenti scolastici pubblici hanno a cuore il diritto allo studio e accettano gli scolari nei propri istituti. Leggi

Pechino rafforza le misure di repressione nello Xinjiang

Pechino è impegnata a combattere fino all’ultimo sangue “il terrorismo”, il separatismo e – più recentemente – il radicalismo islamico nella regione dello Xinjiang. Una prova di forza senza precedenti dopo alcuni episodi violenti piuttosto circoscritti, anche se sanguinosi, avvenuti tra dicembre e febbraio. Leggi

pubblicità
La venditrice di tè spiega l’eterna ricostruzione sociale cinese

Il cognome della signora Ye significa “foglia”, come quelle del tè che vende sulla Yonghegong lu, la via del famoso Tempio dei Lama di Pechino. Il suo negozietto sta poco più a nord e sull’altro lato della strada rispetto al “terzo tiao”, l’hutong dove mille barbecue si accendevano la sera e si mangiava il cosciotto di agnello. Uso l’imperfetto perché proprio in questi giorni il san tiao è al centro di una ristrutturazione che raderà al suolo la sua anarchica vitalità e lo trasformerà nell’ennesima via commerciale tirata a lucido. Leggi

Nei sotterranei di Pechino vive un’umanità distopica

La signora Lu raccoglie la spazzatura dello xiaoqu, il complesso residenziale dove sono andato a vivere, tra il secondo e il terzo anello delle circonvallazioni pechinesi. Ogni giorno, mentre tra i vialetti di questo quartiere perimetrato scorre indifferente la gente che ci vive, lei divide i rifiuti e li ammassa in buon ordine nello spiazzo dove c’è l’uomo del camion che li porta via. Leggi

In Cina il turismo alternativo può riservare delle sorprese

Nella prima metà del 2016 i turisti stranieri in Cina sono stati quasi 70 milioni, generando un giro d’affari di circa 60 miliardi di dollari. La torta è ricca e in costante crescita. Anche se la maggior parte dei visitatori viene da Hong Kong o dai paesi asiatici, sempre più agenzie o piccoli operatori puntano alla clientela occidentale. Leggi

In Cina il bike sharing vive un momento di gloria

Nelle città cinesi le biciclette del bike sharing sono una presenza piuttosto recente che non passa inosservata. Arancioni, gialle, azzurre, spuntano come funghi, in ordine sparso, tutto il contrario di quelle irreggimentate nelle rastrelliere del vecchio servizio pubblico. Rispetto a loro hanno esattamente questo vantaggio: le prendi e le lasci dove ti pare. Leggi

La globalizzazione prudente di Pechino

Ho un amico cinese che fa l’analista economico per un grande istituto di ricerca di Hong Kong. Quando il 23 gennaio Donald Trump ha disdetto con una firma la Transpacific partnership (Tpp), l’accordo di libero scambio tra i paesi affacciati sul Pacifico messo faticosamente in piedi dall’amministrazione Obama, gli ho subito chiesto se per caso questo non aprisse le porte alla proposta alternativa cinese, la Regional comprehensive economic partnership (Rcep). Leggi

pubblicità