Comunicazione

Dieci raccomandazioni per l’attivismo online

Il dibattito e il confronto (anzi, lo scontro) politico si sono spostati in rete. Ecco come farcene una ragione e migliorare il nostro attivismo online. Leggi

Senza avversari non c’è gara

Invece di puntare allo stesso obiettivo con forze diverse, tendiamo a identificare ogni concorrente con un rivale, ogni rivale con un nemico, ogni competizione con un conflitto. Leggi

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Negare l’evidenza

Negando i problemi come collettività, e non solo individualmente, ci troviamo immersi in una realtà opaca e vischiosa, ansiogena e claustrofobica. Leggi

Cosa serve per fare un leader

Più le persone vogliono contare come individui, più sentono il bisogno di fare riferimento a un leader per contare ancora di più. Soprattutto in tempi di cambiamento come questi. Leggi

Quanto vale la nostra attenzione

I social network e i mezzi di comunicazione vanno a caccia della nostra attenzione perché è scarsa e ha un valore. Allora bisogna pensarci bene prima di sprecarla su cose insignificanti. Leggi

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Leggere un libro per tirare il fiato

Due fatti indipendenti tra loro, ma legati da un filo emotivo, fanno pensare che la lettura e una pausa dai social network possano restituirci senso e stabilità. Leggi

Jeff Bezos, il National Enquirer e un vero dramma americano

Il presunto ricatto del settimanale scandalistico ai danni del proprietario di Amazon riguarda l’Arabia Saudita, l’elezione di Trump e la natura del potere. Leggi

Travolti dalle informazioni

Più aumentano le informazioni e le decisioni da prendere, più crescono la fatica di analizzare e selezionare, il senso di inadeguatezza, l’indifferenza. Leggi

L’attenzione è una risorsa preziosa

L’attenzione determina, migliorandola, la qualità della nostra esperienza di vita. Se stiamo attenti, siamo in grado di capire, imparare, ricordare meglio. Leggi

Quando l’incompetenza è inconsapevole

Sapere che gli errori di giudizio esistono, coltivare il dubbio e mantenere una dose di equilibrio, realismo e umiltà ci aiuta a sbagliare un po’ meno. Leggi

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Dieci tendenze da controllare per non diventare brutte persone

I nostri peggiori atteggiamenti hanno origini antiche. Con un piccolo sforzo però possiamo fare meglio, o meno peggio, ci ricorda il neuroscienziato Christian Jarrett. Leggi

Il piacere dimenticato della conversazione

Ci si dovrebbe addestrare già da ragazzini. Magari imparando a rispettare la regola fondamentale dei turni di parola: quando tu parli io ascolto e viceversa. Leggi

Dov’è finito il rispetto

Sul rispetto reciproco si basano le relazioni interpersonali e la convivenza civile. Non è solo una questione di buone maniere, è una questione di sostanza. Leggi

La realtà fuori di noi e quella dentro di noi

Questo non è un articolo. Sono tanti articoli quanti siete voi che lo state leggendo. Nessuna intelligenza artificiale saprebbe fare altrettanto. Leggi

In caso di conflitto, l’importante è salvare la faccia

I conflitti (tutti quanti: da quelli familiari a quelli internazionali) o vengono contenuti oppure peggiorano in maniera irreparabile, sfuggendo alla volontà e al controllo dei protagonisti. Leggi

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Quando un conflitto va fuori controllo

Lo schema di Glasl è elementare: una discesa verso il disastro, in un succedersi di scontri che si fanno sempre più insensati, violenti e primitivi. Leggi

Trieste, come danneggiarsi l’immagine in due semplici mosse

A Trieste si sono verificati un paio di episodi che riguardano la comunicazione. Meritano di essere analizzati perché possono insegnarci qualcosa di importante. Leggi

Come funziona il meccanismo del discredito

Una nuova narrazione “ha valore” nel momento in cui è ripresa e diffusa per il solo fatto di esistere in quanto tale. E più è semplificata, più è convincente. Leggi

Lunga vita a chi è altruista

In questi tempi in cui essere “cattivisti” va così di moda un pensierino in più sull’altruismo, le sue origini e i suoi effetti ci potrebbe anche stare. Leggi

Nessuno risponde più al telefono

Fino a poco tempo fa ignorare una telefonata era considerato un gesto da maleducati. Poi sono arrivate le emoji, la comunicazione asincrona e le telefonate robotizzate. Leggi

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