Il 20 gennaio Israele ha avviato la demolizione della sede dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) a Gerusalemme Est. L’agenzia ha reagito denunciando un “attacco senza precedenti”.

Le forze israeliane hanno preso d’assalto il complesso poco dopo le 7 del mattino, dopo aver costretto le guardie di sicurezza ad andarsene, ha dichiarato all’Afp un portavoce dell’Unrwa, Jonathan Fowler.

Il complesso non era più occupato dal personale dell’Unrwa da quando, un anno fa, Israele ne aveva vietato le attività, accusando l’agenzia di avere legami con Hamas.

Israele occupa Gerusalemme Est dal 1967 – un’annessione considerata illegale dalle Nazioni Unite – e sostiene che il divieto si applichi anche a questa parte della città.

“Si tratta di un attacco senza precedenti all’Unrwa e ai suoi uffici, nonché di una grave violazione del diritto internazionale e dell’immunità delle Nazioni Unite”, ha affermato Fowler.

“Dovrebbe essere un campanello d’allarme per tutto il mondo. Ciò che sta accadendo oggi all’Unrwa potrebbe accadere domani a qualsiasi altra organizzazione internazionale o missione diplomatica”, ha aggiunto.

Il direttore dell’Unrwa in Cisgiordania, Roland Friedrich, intervistato dall’Afp, ha ipotizzato che Israele voglia “appropriarsi dei terreni per costruire nuovi insediamenti”.

“Israele si sta limitando ad attuare la sua legislazione relativa all’Unrwa-Hamas”, ha affermato il ministero degli esteri israeliano.

Le autorità israeliane sostengono che impiegati dell’agenzia abbiano partecipato all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.

Nell’agosto 2024 le Nazioni Unite avevano annunciato il licenziamento di nove impiegati dell’agenzia nella Striscia di Gaza, affermando di non poter escludere il loro coinvolgimento ma precisando di non aver raccolto prove.

L’Unrwa, creata dall’assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1949, gestisce scuole e centri sanitari nella Striscia di Gaza, in Cisgiordania e a Gerusalemme Est, oltre ad avere un ruolo cruciale nella distribuzione degli aiuti umanitari.