Il bombardamento di una scuola a Minab, nel sud dell’Iran, avvenuto il 28 febbraio, nel primo giorno della guerra condotta dagli Stati Uniti e da Israele contro Teheran, potrebbe essere legato a un attacco statunitense a una base navale dei Guardiani della rivoluzione situata nelle vicinanze, secondo un’inchiesta del quotidiano The New York Times.
Né gli Stati Uniti né Israele si sono assunti finora la responsabilità dell’attacco. Il 4 marzo il segretario della difesa statunitense Pete Hegseth si era limitato a riferire di un’inchiesta del Pentagono in corso, aggiungendo che le forze statunitensi “non prendono mai di mira i civili”.
L’Afp non ha potuto accedere al sito per verificare le circostanze dell’episodio o il bilancio delle vittime.
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Basandosi su immagini satellitari, post sui social network e video verificati, il New York Times ha rivelato il 5 marzo che la scuola è stata colpita mentre era in corso un attacco statunitense contro una base navale dei Guardiani della rivoluzione, l’esercito ideologico dell’Iran.
Dalle dichiarazioni ufficiali secondo cui le forze statunitensi stavano conducendo bombardamenti contro obiettivi navali vicino allo stretto di Hormuz, dove si trova la base, “si può dedurre che sono loro le più probabili responsabili dell’episodio”, ha affermato il New York Times.
L’agenzia di stampa Reuters ha invece riferito, citando due funzionari statunitensi che hanno chiesto di rimanere anonimi, che anche gli inquirenti del Pentagono considerano “probabile” che la strage sia stata causata dalle forze statunitensi, precisando però che l’inchiesta è ancora in corso.
Secondo le autorità e i mezzi d’informazione iraniani, il bombardamento della scuola elementare Shajarah Tayyebeh ha causato più di 150 morti, in grande maggioranza bambini.
Il 6 marzo l’Unicef ha fornito un bilancio di 168 alunni rimasti uccisi, la maggior parte “di età compresa tra i 7 e i 12 anni”.
L’inchiesta del New York Times ha escluso che la scuola possa essere stata colpita da un missile iraniano.
“In caso di conferma della pista statunitense, bisognerà capire se l’attacco è stato un errore o se è stato condotto basandosi su informazioni obsolete”, ha sottolineato il quotidiano.
Un’inchiesta pubblicata il 5 marzo dal quotidiano francese Le Monde, basata su decine di foto e video, ha confermato la presenza di molti bambini e civili tra le vittime.
Intanto, il 6 marzo l’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Türk ha chiesto agli Stati Uniti di condurre “un’inchiesta rapida e trasparente” sul bombardamento della scuola.
“Ci aspettiamo che i responsabili rendano conto delle loro azioni, perché è evidente che sono stati commessi degli errori”, ha dichiarato, aggiungendo che “ci dovranno essere dei risarcimenti”.