Secondo fonti interne, per usare un’espressione abusata in tempi di consultazioni presidenziali, Piero Angela avrebbe scritto l’introduzione alla nuova serie di SuperQuark+ dedicata all’amore (RaiPlay) poche ore prima della registrazione. Nel testo, l’autorevole divulgatore avverte il pubblico che il ciclo descrive le relazioni eterosessuali, ma i temi quali gelosia, corteggiamento e convivenza sono validi per tutti, omosessuali e transgender. Un disclaimer esposto con un garbo tale da liberare la mente, almeno in parte, dal sospetto che volesse correggere l’esordio sull’attrazione, tema punteggiato da non pochi archetipi. Il combinato disposto tra credibilità, intuizione e velocità d’esecuzione conferma che Angela è il più abile tra i conduttori, anche di fronte a un argomento insidioso. Almeno in Italia, e in qualche altro paese che arranca, perché nei Paesi Bassi, per dire, sono già passati al capitolo successivo, quello della “co-genitorialità platonica”. Sul canale fiammingo Vtm il reality Voglio un bambino vede protagoniste coppie di single che desiderano riprodursi senza stabilire un legame affettivo, attraverso selezioni e parametri vari. L’accusa è di alimentare l’industria della riproduzione e mortificare i sentimenti. Ci vorrebbe un Angela che premettesse con la domanda: i figli si fanno per amore? Ma intanto un vantaggio questa pratica ce l’ha: arginare il rischio che le creature ci somiglino troppo. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1433 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati