Come arginare il falso? Tra fiction, serie e vecchi servizi tv, l’artiglieria della ricostruzione pretestuosa ha cominciato la sua avanzata pochi secondi dopo il primo cannone di Putin. La Bbc ha tirato giù una lista, parziale ma significativa, di sequenze costruite ad arte per negare la guerra in corso. Il detonatore di queste falsità è ovviamente la rete (da cui la tv si dovrebbe ben guardare, se vuole sopravvivere). “È tutta una bufala”, il commento a un video di un attore truccato da soldato sanguinante. Milioni di condivisioni, ma è il dietro le quinte della serie ucraina Contamin. Altrove vediamo una strada piena di sacchi neri. Dovrebbero contenere i corpi delle vittime, se non fosse che uno dei sacchi comincia a muoversi. Ecco la propaganda dell’occidente, scrivono. No, è solo il servizio di un tg su una manifestazione ambientalista. Per minare la credibilità di Biden, Fox News mostra soldati ucraini con fucili di cartone. Ma è un documentario sulle esercitazioni di volenterosi camerati. Sempre Fox diffonde immagini dell’attore statunitense Steven Seagal in tuta mimetica che combatte sul fronte russo. Era un film, anche scadente. Per trovare un principio di realtà, viene in aiuto il talk show italiano, dove Massimo Giletti (La7) invita a leggere le belle pagine di Dostoevskij sulla grande guerra. Mai scritte, visto che era morto nel 1881. Ma Giletti lo ha detto veramente, e di questi tempi la verità è sempre apprezzata. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1451 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati