Alfredo Speranza
Rattata
Nutrimenti, 256 pagine, 18 euro

Finalista al premio Calvino 2021 con menzione speciale della giuria, l’esordio di Alfredo Speranza è un affresco del campionario umano che abita Porto Giordano, una striscia di terra incastrata in un’ansa torbida del Tevere. Su quella sponda convive una colonia di esseri umani e di ratti, sospinti da una istintiva e comune lotta per la sopravvivenza. A raccontarli è lo scrittore che s’insedia tra quell’umanità ai margini: sfilano – in un flusso ellittico – le storie delle sorelle Lidia e Faustina, di Bruno lo sfasciacarrozze, di Pryma la badante emigrata dalla Costa d’Avorio e di Bacchisio il cameriere anziano.

Speranza, autore romano del 1950, costruisce un romanzo originale, in cui le esistenze dei ratti s’intrecciano a quelle delle persone. Non c’è
alcuna differenza tra gli animali che scappano lungo la tangenziale e “i curdi che tirano carretti, gli albanesi con i carrelli rubati ai supermercati, i siriani con i giubbotti di salvataggio e le borse strette al petto, i messicani alla guida di Ford scassate, i rumeni che si tengono per mano. E sono Serena e Luisa, Carmela e Luigi che si intruppano su treni e corriere per andare in Belgio nel 1951”. Con un linguaggio crudo e dolce insieme, le storie degli uni e degli altri raccontano migrazioni che solcano mari profondi o solo una manciata di chilometri. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1453 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati