Vincenzo Latronico
Le perfezioni
Bompiani, 144 pagine, 16 euro

Anna e Tom vivono a Berlino, in una casa in cui hanno riprodotto l’estetica dei profili che seguono su Instagram. Dei personaggi si sa pochissimo, se non che sono italiani, svolgono lavori creativi, sguazzano in un precariato economico e affettivo che li segue ovunque. Un carattere generazionale, più che geografico. Si trovano a Berlino, ma potrebbero stare a Milano, a Parigi o a Londra. Vivono nell’insoddisfazione delle aspettative dei propri genitori, consapevoli che nella realtà nessuna vita è perfetta come appare sui social network degli altri. Sono due ombre bidimensionali che si muovono da un’immagine all’altra (una relazione aperta, il progressismo politico, l’impegno sociale, la sperimentazione sessuale) in un tempo che sembra non scorrere mai, o meglio, scorre sempre uguale a se stesso (“Senza che se ne rendessero conto era svanita una mattina, una settimana, un inverno. Era il contrario della noia, in cui il tempo non passa mai; il che doveva significare che era divertimento”). L’ultimo libro di Vincenzo Latronico è un romanzo che si fa quasi saggio, procedendo attraverso una lingua ricercata, studiata, che abbandona il dialogo per fotografare fenomeni sociali filtrati attraverso l’esperienza di una coppia millennial. Un libro che racconta l’estetica del nostro presente.

Questo articolo è uscito sul numero 1482 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati