Gli abitanti di Duma, vicino a Damasco, corrono al riparo durante un bombardamento dell’aviazione governativa, il 9 settembre 2016.

L’accordo sulla Siria tra Mosca e Washington è ancora fragile

Gli abitanti di Duma, vicino a Damasco, corrono al riparo durante un bombardamento dell’aviazione governativa, il 9 settembre 2016.
12 settembre 2016 09:39

Se l’accordo reggerà la situazione cambierà radicalmente, e non solo in Siria. Se il regime di Assad e i ribelli rispetteranno il cessate il fuoco di una settimana chiesto il 9 settembre da Washington e Mosca, che dovrebbe entrare in vigore il 12 settembre, il gruppo Stato islamico e il fronte al Nusra si troveranno sotto il fuoco incrociato delle aviazioni statunitense e russa.

In questo modo l’Onu potrà inviare aiuti alle popolazioni civili e i negoziati di pace, attualmente a un punto morto, potranno riprendere. A rendere tutto questo possibile è l’accordo raggiunto dagli Stati Uniti e dalla Russia al termine di un dialogo infinito.

In passato le speranze di una pace per la Siria sono state deluse fin troppo spesso per credere che questa sia la volta buona, ma il fatto che i due governi abbiano messo sul piatto la loro credibilità è comunque incoraggiante.

Sala operativa congiunta
Washington e Mosca hanno siglato cinque accordi che hanno deciso di mantenere segreti fino a nuovo ordine, ma hanno già esposto nei dettagli le modalità della collaborazione militare che attueranno in caso di rispetto del cessate il fuoco: entrerà in funzione un “centro congiunto” e in questa sala operativa comune gli stati maggiori e i servizi segreti dei due paesi decideranno insieme gli obiettivi degli attacchi per colpire esclusivamente i jihadisti e non il resto dell’insurrezione contro il regime di Damasco.

Il problema è che né Bashar al Assad né i jihadisti hanno alcun interesse a favorire la collaborazione russo-americana. Se l’accordo tra le due potenze dovesse funzionare, infatti, il piano d’intesa adottato a Vienna alla fine dell’anno scorso sarebbe rilanciato, e il presidente siriano dovrebbe presto cedere gran parte dei suoi poteri a un governo di transizione in attesa dell’organizzazione delle elezioni sotto il controllo della comunità internazionale.

Putin ha i mezzi per piegare Assad e Obama può convincere i ribelli a isolare Al nusra

Per Assad e il suo clan sarebbe l’inizio della fine, dunque faranno di tutto per non far tacere le armi nei prossimi sette giorni. Il fronte Al nusra sarà naturalmente pronto a fare la sua parte, perché non ha la minima voglia di ritrovarsi sotto i colpi congiunti di americani e russi. L’accordo appare fragilissimo, ma è anche vero che Putin possiede tutti i mezzi per piegare il regime Assad e gli americani possono far capire ai ribelli che sono ormai troppo deboli per lasciarsi scappare questa possibilità rifiutandosi di isolare Al nusra.

Staremo a vedere. Al di là di tutte le difficoltà, l’accordo offre alla Russia l’occasione di riaffermarsi come potenza alla pari con gli Stati Uniti, che dal canto loro non vogliono più essere costretti a impegnarsi in Siria. L’accordo raggiunto è importante tanto per Washington quanto per Mosca, e le due potenze, ognuna con i propri mezzi, faranno di tutto per non farlo fallire.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

Bernard Guetta sarà al festival di Internazionale a Ferrara dal 30 settembre al 2 ottobre 2016.

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