Uno striscione con la scritta “Indipendenza ora” durante la manifestazione a Barcellona, l’11 settembre 2017.

La scelta della Catalogna nel cuore dell’Europa

Uno striscione con la scritta “Indipendenza ora” durante la manifestazione a Barcellona, l’11 settembre 2017.
12 settembre 2017 13:09

La polizia municipale di Barcellona, catalana, non fornisce le stesse cifre della prefettura, che rappresenta lo stato spagnolo. Per la polizia c’erano un milione di manifestanti. Per la prefettura erano 350mila, ma resta il fatto che molte persone hanno manifestato l’11 settembre a Barcellona a favore dell’indipendenza catalana.

“Addio Spagna”, gridavano i manifestanti, in un corteo che formava un’immensa X, la croce che vorrebbero vedere nelle schede il prossimo 1 ottobre come segno del sì al referendum sull’autodeterminazione organizzato dalle autorità indipendentiste. Ancora oggi non sappiamo se il referendum si terrà, perché il governo spagnolo è contrario alla sua organizzazione e ha i mezzi per imporre il suo volere.

Anche se la votazione si svolgesse, non è detto che i catalani scelgano il divorzio, perché stando a ciò che dicono i sondaggi il 49 per cento voterebbe no contro un 41 per cento di sì. In ogni caso l’indipendentismo catalano è molto forte nella regione.

Il primo motivo di questo fenomeno è che la Catalogna è stata un paese indipendente prima di diventare spagnolo, e resta una nazione più moderna, industriale, ricca ed europea rispetto al resto della Spagna, a cui fornisce il 20 per cento del prodotto interno lordo mentre i 7,5 milioni di catalani rappresentano il 17 per cento della popolazione.

Grande come il Belgio, la Catalogna si sente perfettamente capace di volare con le sue ali. Il secondo motivo della forza di questo indipendentismo è la presenza dell’Unione europea. L’Europa unita non incoraggia il separatismo, ma la forza dell’Unione e la preminenza che le sue istituzioni, le sue regole e le sue politiche tendono ad avere sugli stati che la compongono offrono un quadro ideale per la rinascita delle nazioni dimenticate.

Vale per la Catalogna come per la Scozia, le Fiandre in Belgio, la Corsica in Francia e in misura minore il Norditalia, che si è inventato un’identità nazionale per giustificare un semplice desiderio di non dividere più le sue ricchezze con altre regioni meno ricche dello stivale.

Dall’egoismo regionale alla riaffermazione di una cultura propria, le aspirazioni indipendentiste si nutrono in Europa di diverse cause (che possono sommarsi o meno), a cui bisogna aggiungere il desiderio di restare nell’Unione o di rompere con il progetto europeo. Non sappiamo se il Regno Unito si scioglierà, ma la certezza è che la Brexit indebolisce sensibilmente la sua unità nella misura in cui la Scozia, come Londra, non vuole saperne di questa convivenza.

Al di là del referendum catalano e della manifestazione di Barcellona, il problema è che gli stati europei s’indeboliscono più rapidamente di quanto l’Unione si rafforzi, e questo crea un preoccupante vuoto.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

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