Brexit

Il mondo in breve

Le trattative per la Brexit, l’incoronazione di Xi Jinping, l’inchiesta sulla morte di Daphne Caruana Galizia: cos’è successo nel mondo. Leggi

Da Parigi e Londra buone notizie per l’Europa

In tre giorni tutto è cambiato in Europa. Nel Regno Unito chi voleva una Brexit dura è stato sconfitto, e in Francia ha vinto chi vuole rilanciare l’Unione. Leggi

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Theresa May ha perso la sua scommessa

La premier britannica voleva ottenere un mandato popolare per avviare in posizione di forza i negoziati sulla Brexit, ma è accaduto l’esatto contrario. Leggi

I laburisti britannici pagano la crisi della sinistra europea

Il partito guidato da Jeremy Corbyn si prepara alle elezioni dell’8 giugno proponendo la nazionalizzazione di acqua, poste, ferrovie e settori energetici. Leggi

In democrazia l’opposizione non è mai una forma di sabotaggio

“I conservatori britannici considerano illegittima ogni forma di opposizione”, dice il giornalista Paul Mason. “Un modo di fare tipico delle dittature”. Il video. Leggi

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Theresa May ha scelto il momento migliore per indire le elezioni

Le elezioni anticipate del prossimo 8 giugno annunciate il 18 aprile dalla prima ministra Theresa May non costituiranno un nuovo referendum sull’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. Eppure è talmente complicato negoziare questo divorzio che May ha ritenuto necessario rafforzare la sua maggioranza parlamentare. Leggi

Alcuni governi stranieri potrebbero essere all’origine di interferenze sul sito di registrazione per il referendum sulla Brexit
Alcuni governi stranieri potrebbero essere all’origine di interferenze sul sito di registrazione per il referendum sulla Brexit. Lo riferisce un report della camera dei comuni britannica, in cui si esprime preoccupazione per le presunte interferenze straniere nel voto. Secondo il Guardian il rapporto non ha identificato le responsabilità ma indica Russia e Cina come principali sospetti. In occasione del referendum sulla Brexit, il termine per la registrazione era stato esteso dopo il crollo del sito del governo il 7 giugno 2016, cento minuti prima della scadenza. All’epoca Downing street aveva dichiarato che il malfunzionamento era dovuto a un picco senza precedenti degli accessi. Secondo il report si trattò di un attacco hacker che usò il metodo di sovraccarico di richieste.
Donald Tusk invierà le linee guida per la Brexit ai 27 governi dei paesi dell’Unione europea.
Donald Tusk invierà le linee guida per la Brexit ai 27 governi dei paesi dell’Unione europea. Daranno indicazioni su come affrontare le lunghe e complesse trattative per l’uscita del Regno Unito dalla Ue. Tusk ha specificato che non saranno avviati negoziati diretti sui rapporti commerciali post Brexit finché il Regno Unito non avrà raggiunto “uno stadio avanzato” nel processo di uscita dall’Unione.
Senza l’Europa unita neanche la pace può essere data per scontata

I britannici hanno fatto bene a lasciare l’Europa? No, perché senza l’Europa unita non possiamo dare niente per scontato: sessant’anni di pace sono solo una piccola parentesi nella storia. Quando gli interessi tornano a essere prima di tutto nazionali è l’inizio del tutti contro tutti. Leggi

Il governo britannico ha dato il via alla separazione del Regno Unito dall’Unione europea.
Il governo britannico ha dato il via alla separazione del Regno Unito dall’Unione europea. Il presidente del consiglio europeo Donald Tusk ha ricevuto la lettera con cui il Regno Unito ha chiesto l’attivazione dell’articolo 50 del trattato di Lisbona. La premier Theresa May ha detto al parlamento che non ci saranno passi indietro, anche se nel documento consegnato a Tusk non sono stabilite date precise sull’avvio di nuove norme per la circolazione dei cittadini europei nel Regno Unito. Tuttavia alcuni funzionari europei non hanno gradito il passaggio della lettera in cui May spiega che se non sarà trovato un accordo, anche la collaborazione di Londra in materia di sicurezza sarà più debole.
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I prossimi passi della Brexit

La prima ministra britannica, Theresa May, ha avviato ufficialmente il processo di uscita dall’Unione europea, nove mesi dopo il referendum del 23 giugno, quando il 52 per cento dei britannici ha votato per lasciare l’Unione europea. E la Scozia, indipendentista ed europeista, potrebbe adottare le stesse motivazioni della Brexit per sostenere la necessità di un nuovo referendum. Leggi

Donald Tusk riceve la lettera di Theresa May che dà il via alla Brexit.
Donald Tusk riceve la lettera di Theresa May che dà il via alla Brexit. Il presidente del consiglio europeo Donald Tusk ha ricevuto la lettera con cui la premier britannica Theresa May ha ufficialmente richiesto l’attivazione dell’articolo 50 del trattato di Lisbona che avviano finalmente le procedure per l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. Lo ha confermato lo stesso Tusk con un tweet.
Il parlamento scozzese autorizza la premier a negoziare con Londra per un secondo referendum
Il parlamento scozzese autorizza la premier a negoziare con Londra per un secondo referendum. Con una maggioranza di dieci voti il parlamento scozzese ha autorizzato la premier Nicola Sturgeon a chiedere a Londra di organizzare un secondo referendum per l’indipendenza di Edimburgo. La consultazione si dovrebbe tenere nel 2019, quando Londra dovrebbe aver concluso il processo di uscita dall’Unione europea, ma Londra ha già rifiutato la richiesta.
Il Regno Unito chiede ufficialmente di uscire dall’Unione europea.
Il Regno Unito chiede ufficialmente di uscire dall’Unione europea. Alle 12.30 l’ambasciatore britannico a Bruxelles consegnerà alla Commissione europea la lettera con cui la premier, Theresa May, chiede di applicare l’articolo 50 del Trattato di Lisbona, dando formalmente avvio all’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. Cominciano così almeno due anni di negoziati per ridefinire i rapporti tra Londra e Bruxelles.
La Brexit arriva davvero e c’è poco da esultare

Potremmo rallegrarci dicendo che finalmente se ne vanno i britannici, saliti sul treno dell’unità europea solo per rallentarne la marcia. Potremmo consolarci così, ma resta il fatto che questo divorzio tra il Regno Unito e l’Unione europea è un dramma per tutti, per chi se ne va e per chi resta. Leggi

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La regina ha firmato la legge che autorizza la Brexit.
La regina ha firmato la legge che autorizza la Brexit. La regina Elisabetta ha approvato la norma che permetterà alla prima ministra Theresa May di avviare i colloqui per l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. L’annuncio è stato fatto dal presidente della camera, John Bercow. Adesso il governo potrà attivare l’articolo 50 del trattato di Lisbona.
Theresa May tra la Brexit e la ribellione della Scozia

Il Regno Unito dovrà uscire dall’Unione, ma il 13 marzo la Scozia, una delle sue nazioni costitutive, ha fatto sapere che intende chiedere al parlamento britannico l’autorizzazione per organizzare un nuovo referendum sull’indipendenza da Londra. Leggi

La camera dei comuni verso il via libera alla Brexit.
La camera dei comuni verso il via libera alla Brexit. L’aula ha respinto i due emendamenti proposti dalla camera dei lord che avrebbero ritardato il percorso della legge per attivare l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. La legge sarà quindi approvata nelle prossime ore e la premier Theresa May potrà notificare al Consiglio europeo che intende attivare l’articolo 50 del trattato di Lisbona per avviare la procedura formale per l’uscita di Londra dall’Ue.
La camera dei comuni discute sulla legge che permetterà al Regno Unito di uscire dall’Unione europea.
La camera dei comuni discute sulla legge che permetterà al Regno Unito di uscire dall’Unione europea. La legge, emendata dalla camera dei Lord, permetterà al governo britannico di attivare l’articolo 50 del trattato di Lisbona, avviando la procedura formale per l’uscita di Londra dall’Unione europea. La camera bassa probabilmente boccerà i due emendamenti proposti dalla camera dei Lord. Se la legge dovesse essere approvata entro il 13 marzo, la premier Theresa May già potrà notificare al Consiglio europeo l’intenzione di lasciare l’Unione europea.
La camera dei lord approva il veto del parlamento sui negoziati per la Brexit.
La camera dei lord approva il veto del parlamento sui negoziati per la Brexit. La camera alta di Westminster ha approvato il diritto di veto del parlamento sui negoziati che dovrebbero portare all’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. L’emendamento prevede che il parlamento si esprima al termine delle trattative tra Londra e Bruxelles.
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