29 novembre 2016 17:01

Una selezione dei libri di fotografia che sono arrivati questo mese alla redazione di Internazionale.

Fabio Bucciarelli, The dream, FotoEvidence
“Cercavo umanità nella tragedia e un linguaggio non solo descrittivo. Così mi sono concentrato sui sogni dei migranti”, ha spiegato Bucciarelli a Time per raccontare un progetto realizzato nel corso di cinque anni. Le immagini sono state scattate con diverse macchine fotografiche, tra cui una stenopeica, fatta di cartone, che il fotografo ha costruito appositamente per questo lavoro. L’effetto creato permette di percepire le emozioni e le speranze più profonde dei migranti. Il libro è uscito anche in edizione speciale, avvolto da un giubbotto di salvataggio.

Zachary Canepari, Rex, Contrasto
Flint è una città del Michigan, una delle più povere degli Stati Uniti. Zachary Canepari la racconta attraverso la storia di due sorelle ventenni, Claressa e Briana. La loro vita non è molto diversa da quella degli altri abitanti di Flint: un padre in carcere e una madre tossicodipendente. L’unica differenza è che Claressa ha cominciato ad allenarsi in piccola palestra di pugilato e da lì è arrivata fino alle Olimpiadi di Londra, vincendo la medaglia d’oro. Invece Briana non ha terminato gli studi e ha un figlio con un uomo finito in prigione. Una è la regola e l’altra è l’eccezione, ma per il fotografo sono entrambe due lottatrici, forti e carismatiche, con cui sceglie di dare voce all’intera comunità di Flint.

Danila Tkachenko, Restricted areas, Peliti Associati
Per tre anni il fotografo russo ha viaggiato dal Kazakistan alla Bulgaria fino al circolo polare artico, in cerca di quelle aree militari rimaste segrete dalla seconda guerra mondiale alla caduta dell’Unione Sovietica. Sullo sfondo bianco della tundra ghiacciata, come a voler rappresentare un lungo inverno ideologico, si susseguono carcasse di aeroplani, laboratori per la ricerca scientifica, un’antenna per le comunicazioni interplanetarie, città create per produrre missili. Questi luoghi rappresentavano il desiderio di una potenza di dominare la Terra e lo spazio, ma dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica hanno perso il loro significato perché l’utopia che li sosteneva è diventata obsoleta.

Russell Miller, Magnum. I primi cinquant’anni della leggendaria agenzia fotografica, Contrasto
Negli ultimi cinquant’anni, i fotografi dell’agenzia Magnum hanno assistito in prima linea alla storia mondiale, scattando alcune delle immagini più memorabili del secolo e dimostrando come la fotografia sia una delle forme d’arte più popolari e potenti di quest’epoca. L’indagine di Russell Miller, uscita nel 1999 e pubblicata ora per la prima volta in Italia, restituisce la vita dell’agenzia a partire dalla sua nascita, nel 1947: dai motivi che hanno spinto i suoi fondatori a creare uno spazio condiviso per la realizzazione e la tutela del proprio lavoro, agli ostacoli legati all’evoluzione del ruolo del fotografo e ai cambiamenti del mondo editoriale.

Dominique Laugé e Laurent Gayard, Taklamakan. Il deserto da cui non si esce, Johan&Levi editore
Il deserto Taklamakan è formato da dune vecchie di settemila anni che ricoprono una superficie di 320mila chilometri quadrati. Come si può raccontare tutto questo in un libro? Laugé e Gayard scelgono la fotografia e la cronaca per mescolare il passato e presente, la realtà e la finzione, per esplorare questo vasto territorio il cui nome in lingua uigura significa “il luogo in cui si entra ma da cui non si esce”. Dei regni del passato rimangono solo rovine, mentre oggi la provincia dello Xinjiang è un’area ricca di petrolio, gas e perfino di uranio, il nuovo eldorado cinese.

Brad Feuerhelm, Goodbye America, Yard Press
Con un lavoro più da artista visuale che da fotografo, Brad Feuerhelm mette in atto un processo distruttivo con cui attacca il sogno americano e le sue promesse tradite. Il libro è il punto di arrivo di un lavoro cominciato vent’anni fa, collezionando stampe e diapositive di vario genere: scene di vita quotidiana, pornografia, simboli come le torri gemelle e McDonald’s. Successivamente è intervenuto sulle foto prendendole a martellate: “Sento che l’America, intesa come immagine del ‘mondo libero’ debba essere distrutta, perché ormai per molti americani questa non è più un’immagine realistica”.