Chi può dire di non avere mai microtradito?

20 febbraio 2018 13:21

Vi siete macchiati di qualche microtradimento? Se non ne avete idea, vi perdono, perché ormai avrò letto una dozzina di articoli su quest’ultima espressione di psicologia popolare, diventata di moda e virale almeno da un mese, e sono più confuso di quando ho cominciato.

A quanto ho capito, si riferisce a certi comportamenti apparentemente innocui che possono comunque essere considerati piccoli atti di infedeltà, ma gli esempi che portano gli esperti vanno dall’augurare buon compleanno a qualcuno su Facebook, il che chiaramente non è grave, a togliersi la fede prima di cominciare a parlare con qualcuno in un bar, il che ovviamente lo è (il vostro compagno o la vostra compagna parlano troppo spesso dell’ex? Sono microtraditori. Ma nessuno è in grado di stabilire quando lo diventano a tutti gli effetti).

Due possibilità
Per confondere ulteriormente le cose, sembra che in questo termine rientrino anche alcuni evidenti segnali del fatto che l’altro o l’altra sta avendo una relazione extra in piena regola. Se passa ore a fissare le foto di un’altra persona sul cellulare mentre voi ve ne restate con il broncio dall’altro lato del letto, le possibilità sono due: o state posando per una foto di repertorio da inserire in un articolo sui problemi dei rapporti di coppia, o avete un problema di coppia.

Come fa notare lo psicologo Justin Lehmiller su The Cut, in realtà il concetto di microtradimento non è molto utile, perché parte dal presupposto che provare un minimo di attrazione per qualcun altro sia già un segnale di pericolo – un’idea talmente in contrasto con il normale funzionamento dell’essere umano da stabilire uno standard che nessun rapporto di coppia potrà mai raggiungere.

Senza contare che, come il concetto di “relazione emotiva” che lo ha preceduto, sembra destinato a far preoccupare o a rassicurare le persone sbagliate. Se siete insicuri e bisognosi di affetto, sospetterete che il vostro partner vi sta microtradendo anche quando non è così, anzi forse lo state addirittura allontanando da voi, creando proprio quella frattura che tanto temevate. Viceversa, se state cercando di evitare la triste verità del vostro rapporto in crisi, troverete un falso conforto nel fatto che i suoi comportamenti non rientrano nella lista dei microinganni.

Il pensiero degli esperti di rapporti di coppia nel migliore dei casi è irrilevante e nel peggiore è fuorviante

Il punto fondamentale è che se c’è questo un “problema di coppia” dipende interamente dalle aspettative delle due persone che la compongono. Se non vi dà troppo fastidio che la vostra metà vada a letto con qualcun altro, non avete nessun problema (anche se c’è il rischio che vi stiate autoingannando). D’altro canto se siete inorriditi all’idea che auguri buon compleanno a qualcuno su Facebook, il problema lo avete eccome (ma probabilmente dipende dalla vostra ansia). Perciò il pensiero degli esperti di rapporti di coppia nel migliore dei casi è irrilevante e nel peggiore è molto fuorviante.

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Una delle grandi intuizioni della psicanalisi è che un rapporto di coppia non è mai solo l’incontro tra due personalità affini. Proiettiamo sull’altro le nostre fantasie per poi rimanere delusi quando scopriamo di avere di fronte una persona reale e imperfetta e, molto spesso, la lasciamo per proiettare le stesse fantasie su qualcun altro.

Nel mondo reale, il problema dei rapporti di coppia è che quelli giusti hanno qualche aspetto negativo e quelli sbagliati hanno qualche aspetto positivo. Dentro di voi, probabilmente sapete bene quale dei due è il vostro caso. Il che non significa che certi tipi di esperti , soprattutto gli psicoterapeuti, non possano aiutarvi a vedere quello che inconsciamente sapete già. Ma sono sicuro che non avete nessun bisogno di concetti inventati come quello di “microtradimento”.

Consigli di lettura
Il porcospino di Schopenhauer. I dilemmi dell’intimità della psicoterapeuta Deborah Luepnitz illustra come tutti i rapporti, anche i migliori, sono un miscuglio di sentimenti contraddittori.

(Traduzione di Bruna Tortorella)

Questo articolo è uscito sul quotidiano britannico The Guardian.

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