Oliver Burkeman

Oliver Burkeman è un giornalista del Guardian. Scrive la rubrica settimanale “This column will change your life”. In Italia ha pubblicato La legge del contrario: stare bene con se stessi senza preoccuparsi della felicità.

Oliver Burkeman
Per essere più creativi programmate una pausa

Lasciate perdere il carpe diem, meglio il carpe horarium, cioè il piano di lavoro con intervalli regolari. Leggi

Non c’è niente di più pericoloso di un leader stupido

Quello che rende le persone stupide così pericolose è che non è possibile prevedere o spiegare le loro azioni con l’interesse personale. Leggi

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La chiave della felicità è nel futuro

Gli psicologi vecchia maniera sono ossessionati dal passato, quelli dell’autoaiuto si concentrano sul presente. Ma è meglio concentrarsi sul futuro. Leggi

Adesso saprete perché vi annoiate

Oggi la noia sembra ancora più insopportabile perché esistono tanti stimoli che succhiano il nostro tempo. Leggi

Se credete di conoscervi, pensateci bene 

Il 95 per cento delle persone sostiene di essere cosciente dei motivi per cui si comporta in un certo modo e di come appare agli altri. Ma non è così. Leggi

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Perché rimandiamo le cose importanti?

Non rimandate mai a domani quello che potete fare oggi, soprattutto se a trattenervi è la speranza di farlo meglio. Leggi

Un narcisista alla Casa Bianca

Evitare di parlare della sanità mentale di Donald Trump è rischioso per il pianeta. Leggi

Una vita senza rimpianti

Il tempo da passare su questa terra è breve, quindi è importante usarlo bene. Ma chiederci sempre se lo stiamo usando bene non è un modo di farlo. Leggi

E se il razzismo fosse una mancanza di fantasia?

L’empatia richiede una certa ginnastica mentale. Rivolgerla a intere categorie di persone richiede capacità olimpiche, assenti nella maggior parte di noi. Leggi

Meditare allunga la vita

Una vita alla quale abbiamo prestato il doppio dell’attenzione dura veramente il doppio. Leggi

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Disattivare le notifiche è il primo passo per non perdere tempo

Ci lamentiamo delle distrazioni ma lasciamo che un aggeggio che abbiamo in tasca squilli o ronzi ogni volta che lo decide qualcun altro. Leggi

Come smettere di sentirsi insignificanti

Se il pianeta Terra fosse un essere umano avrebbe circa 40 anni, sarebbe cioè a metà della sua aspettativa di vita. Provate a considerarlo come una terapia dell’insignificanza: quando gli eventi nel mondo sembrano travolgerci, quale consolazione migliore potremmo avere se non quella di ricordarci che adottando una scala temporale diversa quella marea di eventi diventa indistinguibile dal nulla? Leggi

Come evitare discussioni con il partner per le incombenze domestiche

Nel suo nuovo libro Drop the ball, un manifesto per le donne che si destreggiano tra il lavoro e un’iniqua divisione delle incombenze domestiche, Tiffany Dufu descrive un fenomeno di cui finora non avevo mai sentito parlare: la “delega immaginaria”. Leggi

Per cambiare personalità basta la spinta giusta

Tendiamo a pensare che la strada verso la depravazione e la corruzione sia quella della china pericolosa: bastano pochi comportamenti immorali e le cose precipitano, e prima di accorgercene finiamo travolti. Ma una metafora più appropriata potrebbe essere quella della caduta da un precipizio. Leggi

Il blocco dello scrittore è frutto della nostra immaginazione?

Paradossalmente, sono state scritte valanghe di pagine sul blocco dello scrittore, sia dagli specialisti dell’autoaiuto sia dagli accademici, ma non è servito a molto (ogni pochi anni, una rivista di psicologia si fa venire l’idea balzana di pubblicare un articolo sull’argomento che è costituito solo da diverse colonne vuote). Leggi

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Per riscoprire la magia spegnete Netflix, mollate il telefono e uscite

“Uscite subito fuori”, sono le prime tre parole di Outside lies magic (La magia è lì fuori), un libro pubblicato quasi 20 anni fa dal sociologo di Harvard John Stilgoe, ma che sembrano più importanti che mai in questa epoca meschina di Trump, Brexit, messaggi ingiuriosi su internet e capacità di attenzione ridotta al minimo. Leggi

L’analogico si rifiuta di morire

L’entusiasmo con il quale è stato accolto il ritorno del Nokia 3310 (sapete tutti di che parlo: quel mattoncino di plastica con 12 tasti e uno schermo che non si rompeva che è stato l’icona di un’epoca) mi ha comunque sorpreso. In parte, senza dubbio, è stata una questione di nostalgia. Ma è stato anche perché il 3310 “funzionava”. Leggi

Alle volte è meglio non sapere

Il fenomeno che gli psicologi chiamano “deliberata ignoranza” spiega perché le persone non vanno dal dottore o non controllano il saldo del loro conto in banca: anche se alla lunga sarebbe meglio farlo, nel breve periodo è più comodo non sapere. Leggi

La rabbia prolungata ci impedisce di reagire in modo efficace

Di questi tempi, essere arrabbiati con i politici tende a sostituire l’azione: è un’esperienza emotiva che crea assuefazione e ci illude che stiamo facendo qualcosa, mentre in realtà non è altro che un diversivo. Leggi

L’ipocrita ci disturba perché lancia falsi segnali virtuosi

Potremmo dire che odiamo le persone ipocrite perché predicano bene ma razzolano male, e che questo è un difetto morale, ma non mi sembra una spiegazione sufficiente. Leggi

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