Oliver Burkeman

Oliver Burkeman è un giornalista del Guardian. Scrive la rubrica settimanale “This column will change your life”. In Italia ha pubblicato La legge del contrario: stare bene con se stessi senza preoccuparsi della felicità.

Oliver Burkeman
Perché rimandiamo le cose importanti?

Non rimandate mai a domani quello che potete fare oggi, soprattutto se a trattenervi è la speranza di farlo meglio. Leggi

Un narcisista alla Casa Bianca

Evitare di parlare della sanità mentale di Donald Trump è rischioso per il pianeta. Leggi

pubblicità
Una vita senza rimpianti

Il tempo da passare su questa terra è breve, quindi è importante usarlo bene. Ma chiederci sempre se lo stiamo usando bene non è un modo di farlo. Leggi

E se il razzismo fosse una mancanza di fantasia?

L’empatia richiede una certa ginnastica mentale. Rivolgerla a intere categorie di persone richiede capacità olimpiche, assenti nella maggior parte di noi. Leggi

Meditare allunga la vita

Una vita alla quale abbiamo prestato il doppio dell’attenzione dura veramente il doppio. Leggi

pubblicità
Disattivare le notifiche è il primo passo per non perdere tempo

Ci lamentiamo delle distrazioni ma lasciamo che un aggeggio che abbiamo in tasca squilli o ronzi ogni volta che lo decide qualcun altro. Leggi

Come smettere di sentirsi insignificanti

Se il pianeta Terra fosse un essere umano avrebbe circa 40 anni, sarebbe cioè a metà della sua aspettativa di vita. Provate a considerarlo come una terapia dell’insignificanza: quando gli eventi nel mondo sembrano travolgerci, quale consolazione migliore potremmo avere se non quella di ricordarci che adottando una scala temporale diversa quella marea di eventi diventa indistinguibile dal nulla? Leggi

Come evitare discussioni con il partner per le incombenze domestiche

Nel suo nuovo libro Drop the ball, un manifesto per le donne che si destreggiano tra il lavoro e un’iniqua divisione delle incombenze domestiche, Tiffany Dufu descrive un fenomeno di cui finora non avevo mai sentito parlare: la “delega immaginaria”. Leggi

Per cambiare personalità basta la spinta giusta

Tendiamo a pensare che la strada verso la depravazione e la corruzione sia quella della china pericolosa: bastano pochi comportamenti immorali e le cose precipitano, e prima di accorgercene finiamo travolti. Ma una metafora più appropriata potrebbe essere quella della caduta da un precipizio. Leggi

Il blocco dello scrittore è frutto della nostra immaginazione?

Paradossalmente, sono state scritte valanghe di pagine sul blocco dello scrittore, sia dagli specialisti dell’autoaiuto sia dagli accademici, ma non è servito a molto (ogni pochi anni, una rivista di psicologia si fa venire l’idea balzana di pubblicare un articolo sull’argomento che è costituito solo da diverse colonne vuote). Leggi

pubblicità
Per riscoprire la magia spegnete Netflix, mollate il telefono e uscite

“Uscite subito fuori”, sono le prime tre parole di Outside lies magic (La magia è lì fuori), un libro pubblicato quasi 20 anni fa dal sociologo di Harvard John Stilgoe, ma che sembrano più importanti che mai in questa epoca meschina di Trump, Brexit, messaggi ingiuriosi su internet e capacità di attenzione ridotta al minimo. Leggi

L’analogico si rifiuta di morire

L’entusiasmo con il quale è stato accolto il ritorno del Nokia 3310 (sapete tutti di che parlo: quel mattoncino di plastica con 12 tasti e uno schermo che non si rompeva che è stato l’icona di un’epoca) mi ha comunque sorpreso. In parte, senza dubbio, è stata una questione di nostalgia. Ma è stato anche perché il 3310 “funzionava”. Leggi

Alle volte è meglio non sapere

Il fenomeno che gli psicologi chiamano “deliberata ignoranza” spiega perché le persone non vanno dal dottore o non controllano il saldo del loro conto in banca: anche se alla lunga sarebbe meglio farlo, nel breve periodo è più comodo non sapere. Leggi

La rabbia prolungata ci impedisce di reagire in modo efficace

Di questi tempi, essere arrabbiati con i politici tende a sostituire l’azione: è un’esperienza emotiva che crea assuefazione e ci illude che stiamo facendo qualcosa, mentre in realtà non è altro che un diversivo. Leggi

L’ipocrita ci disturba perché lancia falsi segnali virtuosi

Potremmo dire che odiamo le persone ipocrite perché predicano bene ma razzolano male, e che questo è un difetto morale, ma non mi sembra una spiegazione sufficiente. Leggi

pubblicità
Le parole possono distorcere la verità

Se dopo aver assistito a una rapina ci appuntiamo quello che abbiamo visto, rischiamo di averne un ricordo ancora più distorto che se non avessimo scritto nulla. Leggi

Calmatevi, l’ansia è contagiosa

Se siamo infelici e poi per qualche motivo diventiamo felici – magari per un nuovo amore – secondo uno studio del 2014 anche un amico che vive nel raggio di un paio di chilometri da noi ha il 25 per cento di probabilità in più essere felice (il lato negativo, hanno scoperto i ricercatori, è che gli studenti universitari costretti a dividere la stanza con colleghi depressi corrono maggiormente il rischio di essere “contagiati” dal loro modo di vedere la vita). Leggi

Come passare dal dire al fare e magari cambiare il mondo

Alla vigilia degli anni duemila, gli esperti di management Jeffrey Pfeffer e Robert Sutton coniarono un’espressione per descrivere il pericolo maggiore che corre il mondo imprenditoriale: non riuscire a superare il “divario tra sapere e fare”. In generale le persone sanno bene quali cambiamenti sarebbero necessari, dicevano, il problema è metterli in pratica. Leggi

I moderati sono i veri duri

Annientare i nostri avversari è un segno di debolezza, non di forza. Restiamo fedeli alle nostre convinzioni ma troviamo spazio anche per quelle degli altri. È un’alternativa coraggiosa al facile estremismo della nostra epoca. Leggi

Siete troppo vecchi per raggiungere il successo?

Il web è pieno di liste per dare informazioni rassicuranti come, per esempio, che JK Rowling è diventata un caso editoriale quando aveva già più di trent’anni. Leggi

pubblicità