Il 20 marzo Israele ha condotto nuovi bombardamenti sull’Iran, che secondo il primo ministro Benjamin Netanyahu sta per essere “decimato”, mentre gli attacchi iraniani con missili e droni continuano a colpire gli stati del Golfo Leggi
Il 12 marzo l’esercito israeliano ha revocato l’incriminazione di cinque soldati accusati di aver torturato un palestinese imprigionato durante la guerra nella Striscia di Gaza Leggi
La scelta di attaccare Teheran è stata presa anche per l’insistenza del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, determinato a mettere fine ai negoziati diplomatici sul nucleare. Pochi a Washington si sono opposti. L’inchiesta del New York Times Leggi
Il 3 marzo un attacco con i droni ha colpito l’ambasciata statunitense in Arabia Saudita, mentre Israele ha condotto intensi bombardamenti sulla capitale iraniana Teheran e sul Libano Leggi
Il presidente statunitense Donald Trump ha riunito per la prima volta a Washington il suo “consiglio di pace”, durante il quale vari paesi hanno annunciato i loro contributi in denaro e uomini per la ricostruzione di Gaza Leggi
Il 9 febbraio il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha espresso “forte preoccupazione” dopo che Israele ha annunciato delle misure che rafforzano notevolmente il controllo sulla Cisgiordania Leggi
Il governo israeliano sta cercando di far apparire Gaza ingovernabile e di dimostrare la necessità di un dominio militare illimitato Leggi
Israele ha annunciato il rimpatrio del corpo di Ran Gvili, il suo ultimo ostaggio nella Striscia di Gaza, che potrebbe aprire la strada alla riapertura del valico di frontiera di Rafah e all’attuazione della seconda fase del piano Trump Leggi
Washington ha annunciato l’inizio della seconda fase del piano Trump per mettere fine alla guerra nella Striscia di Gaza, mentre i movimenti palestinesi hanno raggiunto un accordo sulla formazione di un comitato di transizione. Leggi
L’8 gennaio l’esercito libanese ha annunciato di aver completato il disarmo del gruppo filoiraniano Hezbollah nel sud del paese, mentre il governo israeliano ha definito gli sforzi del Libano “del tutto insufficienti”. Leggi
Il 7 gennaio in varie città iraniane si sono svolte nuove manifestazioni antigovernative, alcune delle quali caratterizzate da violenze, nonostante gli inviti alla distensione lanciati dal presidente Masoud Pezeshkian. Leggi
L’Australia è in lutto il 15 dicembre all’indomani di un attentato antisemita compiuto da padre e figlio, che hanno aperto il fuoco contro la folla riunita a Bondi beach per la festività ebraica di Hanukkah, causando 15 morti. Leggi
Il 30 novembre il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, forte del sostegno del presidente statunitense Donald Trump, ha ufficialmente chiesto la grazia presidenziale nel suo processo per corruzione. Leggi
Il 23 novembre Israele ha ucciso il capo militare di Hezbollah in un attacco a un edificio alla periferia sud di Beirut, la capitale del Libano, che secondo le autorità libanesi ha causato cinque morti. Leggi
Il 29 ottobre la difesa civile della Striscia di Gaza ha annunciato la morte di almeno 101 palestinesi nei bombardamenti condotti da Israele dopo un attacco mortale contro uno dei suoi soldati. Leggi
Il 28 ottobre Israele ha accusato Hamas di aver consegnato i resti dell’ostaggio sbagliato, denunciando una “grave violazione” dell’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Leggi
La Corte internazionale di giustizia (Cig), il principale organo giudiziario delle Nazioni Unite, ha stabilito che Israele ha l’obbligo, in base al diritto internazionale, di facilitare l’ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. Leggi
La sera del 15 ottobre il ministro della difesa israeliano Israel Katz ha affermato che Israele riprenderà la sua offensiva nella Striscia di Gaza se Hamas non consegnerà tutti i corpi degli ostaggi morti in cattività. Leggi
Il 13 ottobre, nel corso di un vertice a Sharm el Sheikh, in Egitto, il presidente statunitense Donald Trump ha firmato una dichiarazione il cui obiettivo è consolidare la tregua nella Striscia di Gaza. Leggi
Il primo ministro israeliano si è attirato una diffusa ostilità all’estero, è apertamente contestato dalla popolazione e rischia un processo alla Corte penale internazionale. Ma è un politico abile e il suo futuro non è ancora segnato. Leggi
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