◆ Chi ha ucciso Charlotte Leader? Non l’ha uccisa nessuno, perché nessuno era nella sua vita, nemmeno un potenziale omicida. A 23 anni Charlotte è morta da sola nell’estate del 2024, nel letto del suo appartamento di Bolton, nella Greater Manchester. Sola all’estremo in vita, lo è stata anche dopo. A volte è proprio la morte a rivelare che certe persone sono esistite. Quella della ragazza è passata del tutto inosservata, per circa un anno né un familiare, né un’amica o un vicino di casa se ne sono accorti. La madre l’aveva definita “irreperibile”. Charlotte si era isolata da tutti. Sono stati gli addetti ai controlli delle utenze a chiamare la polizia nell’estate successiva. In questa storia di ritiro sociale c’era un unico interlocutore, non umano: un chatbot. I soli scambi trovati sul telefono di Charlotte erano con ChatGpt, l’ultimo una richiesta di aiuto a seguito di uno sgarro alimentare. La reazione è stata automatica, guardinga, mimava una risposta terapeutica. Nessun umano ha saputo, voluto o potuto aiutare Charlotte. Nessuno più l’ha cercata né raggiunta nella sua solitudine. Forse il corpo si è spento in un attimo per l’irrilevanza del suo persistere nel mondo. È rimasto tra le lenzuola come se dormisse un a nno intero. E io ho letto la notizia solo adesso, per caso, dopo mesi dal ritrovamento. In questo inizio d’anno voglio ricordare lei: Charlotte Leader, la sua vita perduta.
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Questo articolo è uscito sul numero 1647 di Internazionale, a pagina 14. Compra questo numero | Abbonati





