Andrea Pipino

È l’editor di Europa di Internazionale. 

Andrea Pipino
Le radici del nazionalismo nella nuova Europa

Lo scontro tra i paesi dell’Europa occidentale e quelli centrorientali sui valori della democrazia ha motivi storici, però è anche frutto di manipolazioni politiche. Leggi

Il risultato del voto britannico lascia il paese in sospeso

La rimonta dei laburisti ha impedito ai tory di ottenere la maggioranza in parlamento, obbligandoli a negoziati complicati per formare il governo. Leggi

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Nella Galizia sconosciuta tra scrittori e luoghi dimenticati

Tra la Polonia e l’Ucraina esiste una regione con una storia tragica e ricca. Una guida letteraria per scoprirla. Leggi

Autobiografia letteraria della rivoluzione russa

“Battete in piazza il calpestio delle rivolte! / In alto, catena di teste superbe! / Con la piena d’un nuovo diluvio / laveremo le città dei mondi”. A novembre del 2017 ricorrono i cent’anni della rivoluzione bolscevica. Il secolo sovietico raccontato attraverso cento frammenti letterari di autori russi. Leggi

Storie dalla Russia che si oppone a Vladimir Putin

Il 18 settembre in Russia si vota per il rinnovo del parlamento. Dopo le elezioni del 2011 decine di migliaia di persone protestarono in piazza. Che fine ha fatto quell’attivismo politico? Qual è il peso di Putin oggi? Intervista al sociologo Aleksandr Bikbov per capire cosa aspettarsi dal voto. Leggi

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Il fallimento di David Cameron apre la strada al populismo in Europa

È difficile ora prevedere cosa succederà nelle prossime ore e nei prossimi giorni. Ma alcuni elementi di riflessione sono già presenti: sul futuro del Regno Unito, sulle conseguenze per l’Unione europea e sulla democrazia. Leggi

Il dibattito sulla Brexit non è all’altezza della posta in gioco

Nel dibattito sul referendum britannico del 23 giugno, quello che deciderà se Londra rimarrà nell’Unione europea, c’è una dimensione che sembra mancare del tutto: quella etico-filosofica, e quindi politica nel senso più profondo. La riflessione, insomma, su cosa significhi davvero far parte di un organismo sovranazionale come l’Unione. Leggi

La Grecia affronta una nuova stagione di negoziati sul debito

E così la Grecia è tornata. Non la Grecia dei profughi che sbarcano a Lesbo e della tendopoli di Idomeni. È tornata la Grecia del debito pubblico al 182 per cento del pil, degli infiniti negoziati con la troika, delle manifestazioni contro l’austerità e del rischio di uscita dall’eurozona. Leggi

Londra elegge il sindaco dopo una brutta campagna elettorale

Doveva essere una battaglia sui contenuti e le proposte: sulle politiche per la casa, i prezzi dei trasporti, l’inquinamento, l’eventuale uscita del Regno Unito dall’Europa. E in parte lo è stata. Ma la campagna elettorale per le comunali del 5 maggio a Londra ha avuto soprattutto le sembianze di un brutto gioco al massacro, con accuse personali e colpi bassi. Leggi

Cosa significa la vittoria degli europeisti in Serbia

La scommessa di gennaio ha pagato. Il 24 aprile il primo ministro serbo Aleksandar Vučić ha ottenuto quello che cercava: un plebiscito che rafforza il suo potere e gli apre la strada verso altri quattro anni di governo. Leggi

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La Brexit spinge la Scozia indipendentista in un vicolo cieco

Prima l’accordo a Bruxelles, poi l’annuncio del referendum sulla permanenza di Londra in Europa, e infine il corollario che tutti si aspettavano: se i britannici decideranno davvero di lasciare l’Unione, la Scozia chiederà un nuovo voto sull’indipendenza, dopo quello del settembre del 2014, vinto con un margine netto dagli unionisti. Leggi

Podemos apre ai socialisti in Spagna

Dopo settimane di stallo politico, Pablo Iglesias ha comunicato al re Filippo VI che è disposto a formare un governo a guida socialista con gli altri partiti di sinistra. Le elezioni anticipate di cui si era parlato fino a pochi giorni fa oggi sembrano più lontane. Leggi

L’Europa non ha bisogno dei nazionalismi

Selezionando gli articoli per Internazionale capita spesso di leggere ottime analisi. Un po’ meno di frequente, com’è ovvio, capita di imbattersi in articoli dei quali si condividono l’impostazione e le conclusioni. Uno di questi rari articoli è un’analisi chiara, lucida e priva di ogni retorica del più grande pericolo che oggi gli europei si trovano ad affrontare: il ritorno dello stato-nazione. Leggi

L’incendio che ha svegliato la nuova coscienza civile della Romania

Nella notte tra il 30 e il 31 ottobre un incendio è scoppiato in un locale del centro di Bucarest, uccidendo 44 ragazzi e ragazze: 27 bruciati vivi o schiacciati nella calca subito dopo l’incidente, gli altri morti in ospedale in seguito alle ustioni riportate. Cinque giorni dopo si è dimesso il primo ministro Victor Ponta con tutto il suo governo. Leggi

Il successo senza entusiasmo di Syriza

La vittoria di Syriza e di Alexis Tsipras alle elezioni greche è un netto successo, per il partito e per la strategia del suo leader. Ma troppi greci hanno disertato le urne, dimostrando che la fiducia dei cittadini nella capacità della politica di cambiare le cose si sta esaurendo.  Leggi

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Per Podemos il difficile arriva adesso

L’epoca delle maggioranze assolute è finita e il bipartitismo è in crisi. Un’attivista legata al movimento degli indignados sarà sindaca di Barcellona. La frammentazione politica è sempre più profonda, specie nelle grandi città. Sono solo alcune delle conclusioni che si possono trarre dalle elezioni amministrative e regionali del 24 maggio in Spagna. Leggi

Altri cinque anni con David Cameron

Una vittoria dei conservatori con cento seggi di scarto rispetto al Labour era inimmaginabile, stando ai sondaggi. Invece il tracollo laburista è stato devastante. Ma il trionfo alle urne non spianerà a Cameron la strada per cinque anni di governo senza intoppi e senza difficoltà.  Leggi

Ora la Russia guarda a est

Intervista con Fëdor Lukianov, uno dei pochi analisti capaci di rimanere indipendenti e di conservare uno sguardo critico sul Cremlino pur cercando di comprendere le ragioni e gli interessi di Mosca. Leggi

A Mosca va in scena il braccio di ferro tra l’opposizione e il governo

A Mosca non si può manifestare contro la guerra in Ucraina né in ricordo di Boris Nemtsov. Allora si organizzano picchetti individuali, e le persone si passano a staffetta i cartelli di protesta e denuncia. La televisione intanto descrive una Russia accerchiata da paesi nazisti e potenze occidentali pronte a calpestare i suoi valori e i suoi interessi. Leggi

Le notti moscovite, in libertà vigilata

A giudicare dai comportamenti, dai discorsi e dalle dinamiche che si osservano in una serata che potrebbe svolgersi in qualsiasi altra città europea, l’impressione è che il potere abbia voluto concedere ai ragazzi dell’intellighenzia moscovita uno spazio in cui essere liberi di vivere secondo le proprie inclinazioni e i propri desideri: tutto è possibile finché si rimane all’interno dei confini tracciati dal potere. Leggi

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