Martín Caparrós

Martín Caparrós è un giornalista e scrittore argentino. È stato tra i fondatori del quotidiano argentino Página12. Ha scritto Il ladro del sorriso (Ponte alle Grazie 2006) e Non è un cambio di stagione (Edizioni Ambiente 2011). Scrive questa rubrica per El País

Martín Caparrós
Viaggiare è immorale?

Ogni giorno circa otto milioni di persone volano verso qualche destinazione. Lo facciamo sempre di più, e per giunta ce ne vantiamo. Leggi

In Polonia i conservatori vogliono riscrivere la storia

Il governo di Varsavia vuole che il museo della seconda guerra mondiale esalti di più il patriottismo e l’eroismo polacchi, con una nuova narrazione dei fatti. Leggi

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L’età dell’oro americana non è mai esistita

In questi giorni convulsi, il mondo si preoccupa degli effetti che il signor Trump avrà sul suo paese, e di conseguenza sul mondo. È probabile che il signor Trump non migliorerà molto il futuro del suo paese, ma di certo è già riuscito a migliorare abbastanza il suo passato recente. Leggi

Anno nuovo vita nuova

Nei giorni scorsi abbiamo festeggiato una delle nostre superstizioni più ostinate: che il 31 dicembre finisca qualcosa e che ora cominci qualcosa di nuovo. Leggi

La grandezza dei libri che sfuggono a ogni definizione

Rifugio del miglior giornalismo, frutto di una promessa al pubblico, fonte di piacere, riserva di dati e di comprensione, trincea, fiumi di storia. Eppure, opere così importanti, che hanno segnato questi anni, hanno ancora bisogno di un nome e di un genere al quale appartenere nel grande insieme della letteratura. Leggi

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La sinistra latinoamericana ha fallito perché non era di sinistra

Non so quante volte l’ho vista scritta o l’ho sentita ripetere: è ovunque. La frase si è guadagnata un suo spazio, il luogo più comune di tutti, e non si discute: in America Latina la sinistra ha fallito. Leggi

Gli emoji hanno sostituito le parole

Gli emoji (e gli emoticon) hanno avuto un’ascesa inarrestabile, di quelle possibili nel mondo digitale. In pochi anni hanno sostituito un numero crescente di parole: sono diventati una maniera di esprimersi imprecisa ma efficiente, facile da leggere, simpatica, perfettamente ineducata. Leggi

Il cibo ci ossessiona ma solo i ricchi mangiano in modo sano

Mangiamo come non mai, però non lo sappiamo, o comunque riusciamo a dimenticarcene. Mai come adesso il cibo ha avuto tanto spazio nella nostra vita, tanti significati, tanto peso. Leggi

In questo mondo spaventoso tutto è un’arma

Esistono persone abituate all’idea che si possa avere più di una vita. Per M., cinque anni, i supereroi dei giochi possono perdere una vita e passare alla prossima. Per alcuni credenti esiste un’altra vita dopo quella terrena e si può anche decidere di farsi saltare in aria per raggiungere quell’esistenza, che sarà migliore. Leggi

La corruzione dell’era Kirchner in novanta chili di banconote

Nei loschi sobborghi di Buenos Aires, una notte d’inverno, un signore scende carico di sacchetti da un’automobile di lusso, incespica, suona il campanello di un monastero; nessuno gli apre. Il signore, disperato, lancia i sacchetti oltre il muro e scavalca; un abitante lo vede, si preoccupa e chiama la polizia. Leggi

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Il processo a Cristina Fernández non cambierà l’Argentina

Il 13 aprile, nell’edificio triste e mastodontico che ospita il tribunale federale di Buenos Aires, l’ex presidente argentina Cristina Fernández ha testimoniato come imputata per la prima volta: il giudice Claudio Bonadío la accusa di aver ordinato una manovra finanziaria che negli ultimi mesi è costata al suo paese circa cinque miliardi di euro. Leggi

I pericoli della letteratura

Ricordo, per esempio, che dopo il concerto di Youssef Bazzi, io, Mood, Mona e altri amici siamo andati nell’appartamento di Moud a Garden City e abbiamo fatto le ore piccole fumando hashish in diversi modi, cominciando con la tecnica del bicchiere e finendo con qualche canna. Leggi

Un prete arrestato per stupro dopo cinquant’anni

Quando Nick Garza andò alla polizia per denunciare che sua figlia era scomparsa da due giorni, il poliziotto di turno gli rispose che probabilmente era fuggita con un ragazzo. Nel 1960, a McAllen, in Texas, a due passi dal confine con il Messico, le ragazze di buona famiglia non facevano certe cose, ma dopotutto Irene era bella, ispanica e sorrideva troppo. Leggi

La cultura del gabinetto intelligente ha i suoi lati positivi

Sono anni che lo aspetto, lo temo, e non arriva. Da quel giorno che l’ho conosciuto, in Corea del Sud, lo aspetto, lo temo, e non arriva qui in occidente. Fino a che punto, mi domando, la macchina che lavorava sotto i miei glutei era una metafora della banalità di un certo progresso? Leggi

In Bolivia Evo Morales è stato sconfitto per la sua presunzione

Il governo più riuscito del populismo latinoamericano, quello della Bolivia, ha appena perso il referendum che aveva indetto perché il suo leader, Evo Morales, non si rassegna a lasciare il posto a un altro. Leggi

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È arrivata la globalizzazione degli odori 

Gli odori sono tra noi, s’insinuano, s’impongono. In generale sentiamo gli odori che capitano. Per le strade di qualsiasi città vediamo forme e colori pensati da qualcuno, sentiamo suoni prodotti da qualcuno, ma ciò che percepiamo con l’olfatto di solito nasce da solo, di sua iniziativa. Adesso ci fanno sapere che l’odore non è stato sfruttato a dovere per la causa principale: vendere. Leggi

Il culto della novità serve solo a farci consumare di più

Arriva un altro anno e all’improvviso sembra che tutto sia nuovo, e non si può neanche dire che non ci sia niente di nuovo sotto il sole, perché il sole non c’è. Giornate grigie, ottime scuse: a più di quarant’anni di distanza rivedo Cabaret, ed è un piacere e una lezione. Ma in questi giorni la gente e i mezzi d’informazione parlano di film come Steve Jobs, Suffragette o Palmeras en la nieve. Leggi

Madre Teresa, una santa superveloce

Arriva gennaio, con il suo vuoto: è ormai passata la furia del consumo in ricordo di quel bambinello povero. Adesso, se il suo padre celestiale non interviene, la prossima grande notizia sacra sarà la canonizzazione di una donna che si chiamava Anjezë Gonxhe Bojaxhiu prima di farsi chiamare Madre Teresa di Calcutta. Leggi

L’Argentina è stata imbrogliata di nuovo

Come storia è molto triste; come metafora, spaventosa. Una donna ha passato gli ultimi quarant’anni della sua vita a cercare la nipote, figlia del figlio ucciso dai militari argentini. Quando crede di averla trovata, le sue speranze sono deluse. E anche quelle di tutta l’Argentina. Leggi

A un grande giornalista non servono i like sui social network

Gareth Jones era nato in Galles nel 1905. Nel 1933 raccontò l’arrivo al potere del nazismo in Germania e la carestia in Ucraina. Poi ha viaggiato in Cina, in Giappone, in Mongolia. La sua storia è un esempio di quello che i giornalisti fanno sempre meno. Leggi

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